La polizia postale, dopo due anni di indagine, ha smantellato un'organizzazione criminale dedita alla clonazione di carte di pagamento e a manomissioni di sportelli bancomat e colonnine self-service per l'erogazione del carburante.

Due le persone arrestate e altre quaranta denunciate tra Torino, Cuneo e altri comuni piemontesi.

L'associazione era composta da soggetti di nazionalità rumena, albanese e italiana, alcuni dei quali in possesso di elevate competenze informatiche e mezzi tecnologicamente sofisticati; nel corso delle perquisizioni all'interno di abitazioni, magazzini e laboratori in uso ai criminali, è stato rinvenuto materiale e componenti degli sportelli bancomat costruiti artigianalmente.

I criminali, infatti, dopo aver sottratto dagli sportelli alcuni pezzi originali, riproducevano all'interno di questi laboratori, utilizzando calchi in negativo, gli stessi componenti apparentemente simili ma di dimensioni leggermente più grandi, così da poter contenere, al loro interno, l'hardware necessario alla clonazione delle carte e alla lettura dei codici Pin.

Con questa procedura, la banda era riuscita a garantirsi introiti pari a circa 1.500/2.000 euro per ogni carta clonata e che, da una ricostruzione al momento solo parziale, ammonterebbero a un totale di alcune centinaia di migliaia di euro.
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