Torino, tensione al corteo del Primo Maggio: antagonisti cercano di “riprendersi” l’Askatasuna, violenti scontri
Lanci di sassi e bottiglie e bastonate contro gli scudi delle forze dell’ordine, che rispondono con cariche, lacrimogeni e idranti e respingono l’attaccoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Alta tensione alla manifestazione del primo maggio a Torino, dove un gruppo di oltre mille antagonisti si è staccato dal corteo dirigendosi verso l’ex centro sociale occupato Askatasuna, in corso Regina Margherita, e qui ha tentato di sfondare il cordone di forze dell’ordine, dando vita a violenti scontri.
Gli antagonisti hanno colpito gli scudi delle forze dell’ordine a bastonate e spruzzato contro agenti e militari con delle bombolette. Le forze dell’ordine hanno reagito con una carica e l’utilizzo di un idrante.
Dopo le prime cariche c’è stato qualche minuto di pausa, poi i manifestanti hanno ripreso ad attaccare i reparti mobili lanciando contro delle bottiglie di vetro. Quindi, un gruppo di antagonisti è rimasto seduto a terra in corso Regina Margherita, davanti all’Askatasuna, mentre altri hanno lasciato il corso e si sono infilati nelle vie adiacenti che circondano la palazzina, cercando di entrare nei giardini dietro l’ex centro sociale occupato. Un gruppo è riuscito anche a raggiungere il cancello del giardino dell'Askatasuna e ad aprirlo, ma all’interno c’erano i reparti mobili della polizia che li hanno respinti con cariche e lacrimogeni.
Il gruppo si è ridotto ad alcune centinaia, alcuni a volto coperto. Continuano a girare per il quartiere e cercano di attaccare il retro del centro sociale, anche con fitti lanci di sassi e bottiglie di vetro contro le forze dell’ordine.
Questo spezzone di antagonisti è formato, tra gli altri, dagli autonomi di Askatasuna, dal comitato di quartiere Vanchiglia, da No Tav, pro Palestina e collettivi studenteschi. Si sono staccati dal resto del corteo in piazza Castello, il punto d’arrivo della manifestazione, per raggiungere corso Regina Margherita 47, l’edifico dell’ex centro sociale occupato per trent’anni e sgomberato lo scorso dicembre. Un’intenzione già preannunciata nei giorni scorsi, per cui le forze dell’ordine si sono fatte trovare pronte.
La situazione è tornata alla normalità a ora di pranzo, quando gli autonomi hanno lasciato la zona per raggiungere i giardini Pozzo, non lontano dal campus universitario Einaudi, per il pranzo della festa dei lavoratori organizzata dagli stessi autonomi. Un evento che nei giorni scorsi avevano chiesto di fare nel giardino dell'ex centro sociale, incassando il no della prefettura.
«Questa città negli anni ci ha insegnato tante cose. Questa città ci ha insegnato che ingiustizie non vanno fatte passare sotto silenzio. Dal 18 dicembre c'è una ferita che sanguina. Il centro sociale è Askatasuna è stato sgomberato. Di fronte a ingiustizia scegliamo da che parte stare scegliamo di essere partigiani. Allora la ora andiamo lì.Avanti tutta», hanno detto al microfono prima di staccarsi dal corteo e partire verso l’ex centro sociale.
(Unioneonline)
