Rapì una neonata da una clinica privata di Cosenza per dare sostanza ad una gravidanza simulata con cui aveva ingannato tutti - familiari, amici e persino il marito - facendo leva sulla sua corporatura robusta.

Oggi, a poco più di un anno dal fatto, è stata condannata a 5 anni e 4 mesi e al pagamento di una provvisionale da 15mila alla famiglia della piccola Sofia. Rosa Vespa, di 52 anni, a conclusione del processo con rito abbreviato e dopo una perizia psichiatrica che l'ha dichiarata capace di intendere e di volere, si è vista infliggere dal gup un condanna più lieve di quella chiesta dal pm - 8 anni - per la concessione delle attenuanti generiche. Una sentenza che comunque ha soddisfatto tutti, difesa e parte civile. «Ci riteniamo molto soddisfatti, - ha detto la sua avvocata Teresa Gallucci - soprattutto a fronte della richiesta molto alta che non ci aspettavamo, visto tutta una serie di circostanze».

Anche l'avvocata Chiara Penna, legale dei genitori della piccola, non ha avuto da eccepire «perché è una sentenza giusta ed equilibrata. Per i genitori è la fine di un incubo. Adesso aspettiamo il procedimento che ancora è in piedi per l'eventuale responsabilità della clinica».

Rosa Vespa non ha ascoltato la lettura del dispositivo del gup. Era a casa agli arresti domiciliari. Presenti invece i genitori di Sofia.

Nel gennaio scorso, dopo avere ingannato tutti con la falsa gravidanza e con un parto - da cui, disse, era nato Ansel - gestito in solitaria accampando le scuse più varie, la sera del 21 la donna si recò nella clinica Sacro cuore insieme al marito, Moses Omogo, di 44 anni - la cui posizione è stata archiviata - per andare a prendere il loro figlio. In realtà, Rosa Vespa entrò nella stanza di una neonata e, fingendosi infermiera, prese Sofia dalle braccia della madre.

Quindi insieme al marito se ne andarono con l'auto dell'uomo. Per la polizia fu un gioco da ragazzi risalire alla coppia dal numero di targa ripreso dalle telecamere di sicurezza. Ma quando gli agenti fecero irruzione nel loro appartamento, davanti ai loro occhi si materializzò una scena surreale: intorno ad una tavola imbandita tutta di colore celeste ed tra i palloncini, trovarono familiari e amici intenti a festeggiare l'ingresso in casa di Ansel. I poliziotti ci misero meno di un attimo a verificare che sotto la tutina celeste del neonato, non c'era Ansel ma bensì Sofia, vestita d'azzurro da Rosa Vespa per continuare a fare credere che aveva avuto un figlio.

(Unioneonline)

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