Papa Leone nella Terra dei Fuochi: «Qui per ringraziare chi ha risposto al male con il bene»
La visita ad Acerra e l’incontro con i familiari delle vittimePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Undici anni dopo la pubblicazione della Laudato si’ (24 maggio 2015), Leone XIV celebra l'anniversario dell'enciclica ecologica di Papa Francesco ad Acerra, con i fedeli che vivono nella Terra dei Fuochi.
Oggi Leone è sui territori tra Napoli e Caserta, nei luoghi che avevano toccato il cuore di Jorge Mario Bergoglio nel 2014, quando sorvolandoli si commosse e "da allora fu un crescendo attraverso le notizie, una presa di coscienza lenta", rivelò il Pontefice argentino in un libro-intervista.
«Custodire il creato e proteggere la vita dell’uomo dall’inquinamento della Casa comune rappresentano un’urgenza e un dovere per la fede dei credenti», osserva il vescovo Antonio Di Donna dalle colonne dell'Osservatore Romano. La presenza di Leone ad Acerra sarà «una carezza speciale di Dio per le famiglie colpite tragicamente dal dramma umanitario ambientale, che ha provocato la morte dei figli giovani e ragazzi», confessa il prelato, ricordando che «dal loro grido di dolore tutto è partito: vescovi, sacerdoti e parroci abbiamo toccato con mano la carne ferita di questi papà e mamme, dei quali una folta rappresentanza presenteremo al Pontefice in cattedrale».
«Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall'inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente – le parole di Leone XIV nella Cattedrale di Acerra parlando ai familiari delle vittime – Sono qui, però, anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza».
Leone XIV nel suo discorso ha voluto anzitutto ringraziare «chi ha risposto al male con ilo bene» e ha sottokineato come «non è più tempo di voltarsi dall’altra parte e di correre ai ripari», ma soprattutto che «non tutto è perduto».
Dopo il discorso in cattedrale, per Robert Prevost il trasferimento in auto a Piazza Calipariper l’incontro con i sindaci e i fedeli dei vari Comuni della Terra dei Fuochi dove pronuncerà, poi il suo secondo discorso.
(Unioneonline/v.l.)
