24 marzo 2014 alle 13:05aggiornato il 24 marzo 2014 alle 13:05
"Nel piatto c'era un microchip di cane"Denunciata per la bufala su Facebook
Una donna di Vigevano ha diffamato un ristorante su Facebook. Ora dovrà rispondere dell'accusa di diffamazione attraverso internet.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
"In quel ristorante cinese un mio amico si è trovato nel piatto un microchip, di quelli che si mettono sui cani". Per questa "bufala" pubblicata e fatta circolare su Facebook, una donna di Vigevano (Pavia) dovrà rispondere in tribunale dell'accusa di diffamazione aggravata attraverso internet. Si tratta di B.T., artigiana 31enne. Secondo quanto si è appreso non solo aveva fatto circolare sul web la falsa notizia sul locale, ma l'aveva pure condita di particolari inventati per renderla più credibile. Ad esempio, aveva precisato che il suo presunto amico, dopo aver ingerito il microchip, era stato costretto a recarsi in pronto soccorso per una lavanda gastrica. Una "bugia" talmente ben costruita, che alcuni gruppi animalisti e persino giornalisti si erano interessati della storia, dando vita a vivaci e indignate discussioni sui social network. Presto, però, la diceria è arrivata anche all'orecchio del proprietario del ristorante ingiustamente incriminato. E l'uomo, per tutelare la rispettabilità del locale, ha deciso di tutelarsi, rivolgendosi ai carabinieri. Sono stati proprio gli uomini dell'Arma a verificare la non veridicità di quanto asserito dalla donna e ha segnalare la "cybercalunnia" alla magistratura.
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