«Ho accettato l'incarico di avvocato della famiglia di Abderrahim Fakir dai suoi parenti. Con questo caso spero di non rivedere un film già visto con Magrini e Aldrovandi. Ma le indagini sull'attuale vicenda, come la Cedu richiede, andrebbero fatte da un Corpo autonomo e non dallo stesso a cui appartengono le persone coinvolte».

Così all'ANSA l'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Fakir, in merito al fatto che attualmente sia la polizia a svolgere le indagini sulla morte del 42enne a Bologna durante un intervento degli agenti. Come legale, Anselmo ha affrontato in passato casi come quello di Stefano Cucchi e Fderico Aldrovandi. 

Intanto, della vicenda tornano a parlare i famigliari: «Alla nostra drammatica vicenda ora si aggiunge lo choc per l'inizio di una campagna di denigrazione nei suoi confronti», dicono il fratello e la sorella di Fakir. E poi, tramite l’avvocato Anselmo: «Tutte le volte che un uomo muore nelle mani dello Stato, il prezzo da pagare per la famiglia è quello della denigrazione pubblica. Vorrei sapere da quali banche dati sono state attinte le informazioni su un suo precedente, lontano nel tempo. Si tratta di rivelazioni di segreto d'ufficio».

Intanto, una manifestazione organizzata proprio a Bologna davanti alla Prefettura è sfociata in scontri tra polizia e dimostranti dopo il lancio di una bomba carta. I manifestanti hanno staccato le protezioni dei finestrini dei blindati e le hanno lanciate contro i mezzi della polizia, che ha effettuato cariche contro un gruppo di antagonisti. 

(Unioneonline)

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