Morte avvelenate dalla ricina: si scava nei rapporti familiari delle vittime
Proseguono le indagini su Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia decedute lo scorso Natale. Ipotesi di un nuovo sopralluogo nella casa di PietracatellaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ci sarebbero anche alcune tensioni familiari, tra una delle vittime e una parente, al centro delle indagini che la squadra Mobile di Campobasso sta conducendo ormai da mesi sul “giallo di Pietracatella” e sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia decedute nei giorni di Natale per un sospetto avvelenamento da ricina.
Le indagini starebbero scandagliando anche le vite private delle persone coinvolte, alla ricerca di screzi e di eventuali relazioni sentimentali passate.
Il tutto mentre proseguono senza sosta in Questura a Campobasso le audizioni di persone informate dei fatti, amici e parenti delle vittime. Intanto, si attendono i nuovi interrogatori di Gianni Di Vita e di sua figlia Alice, che potrebbero essere riconvocati nelle prossime ore, mentre appare sempre più importante per le indagini il nuovo sopralluogo nella casa sotto sequestro a Pietracatella, stavolta con una ricerca precisa, quella di tracce della ricina, il veleno che ha causato la morte delle due donne.
La procura di Larino inoltre ha affidato un nuovo incarico di perizia al Centro Antiveleni di Pavia per cercare di fare luce sulla vicenda. Dopo la trasferta della procuratrice Elvira Antonelli - che ieri si era recata personalmente al Maugeri - arriva da fonti ufficiali la conferma della nuova consulenza che riguarderebbe il sangue delle persone coinvolte nella vicenda.
(Unioneonline)
