Mattarella: «Gli 80 anni della Costituente ci ricordano che la Repubblica è di tutti»
Cerimonia alla Camera per celebrare la prima seduta dell’assemblea chiamata a scrivere la Costituzione dopo la guerra(Ansa)
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«Ringrazio i Presidenti delle Camere per aver assunto l'iniziativa di rendere onore - alla presenza dei Presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale - alle donne e agli uomini che, nella Assemblea Costituente - in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori – seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, all'indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l'indipendenza».
Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,
parlando nell'Aula della Camera per le celebrazioni degli 80
anni della prima seduta dell'Assemblea costituente.
«Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell'Assemblea Costituente – ha sottolineato il Capo dello Stato nel suo discorso - tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri. Al contrario, si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti».
Mattarella ha anche ricordato i «martiri assassinati dal fascismo», Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, sottolineando come nel discorso di insediamento della Consulta, il 25 settembre 1945, anche Carlo Sforza abbia reso loro omaggio evidenziando che anche grazie a loro «l'Italia avrebbe avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di un'Europa pacificata e solidale».
(Unioneonline)
