«L’industria radiotelevisiva italiana e le principali società che tutelano autori, artisti e produttori chiedono ai decisori politici di garantire che tutti i veicoli continuino a includere sistemi di ricezione FM, DAB+ e IP». È quanto si legge in un appello di Confindustria Radio Televisioni, Evolution, Itsright, Nuovoimaie, Scf e Soundreef. «La radio», si legge, «è infatti il principale mezzo di informazione e intrattenimento durante la guida: ogni giorno raggiunge 35 milioni di ascoltatori, di cui 27 milioni in auto. È uno strumento di scoperta musicale, di promozione dei talenti, di accesso gratuito a contenuti editoriali di qualità. La sua presenza a bordo non è un optional: è un presidio di pluralismo, diversità culturale e sicurezza nelle emergenze».

Si legge nell’appello: «La campagna istituzionale #RadioInAuto promossa da Confindustria Radio Televisioni ha già evidenziato come l'integrazione di queste tecnologie sia fondamentale per assicurare la continuità del servizio e la sicurezza degli utenti. La coesistenza delle diverse modalità di trasmissione permette di sfruttare la capillarità della FM, la qualità del digitale DAB+ e l'interattività dell'IP senza imporre barriere d'accesso ai cittadini. È necessario che le istituzioni intervengano per evitare che la scelta dei contenuti sia condizionata dalle strategie dei produttori automobilistici o dei fornitori di software. La difesa del ricevitore unico (FM/DAB/IP) permette al pubblico di accedere liberamente a un'offerta editoriale varia e radicata sul territorio».

«Il tema è europeo», aggiungono Confindustria Radio Televisioni, Evolution, Itsright, Nuovoimaie, Scf e Soundreef. «Iniziative simili sono già state avviate a livello comunitario per richiamare l’attenzione sulla centralità della radio nei trasporti. La rimozione o la marginalizzazione dei ricevitori radio nei cruscotti è un problema condiviso che richiede una risposta normativa comune. Le istituzioni europee devono assicurare l’obbligatorietà dei ricevitori FM e DAB+ in tutti i veicoli venduti nell’UE, nell’ambito del Digital Networks Act e della revisione del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche. Per l’intera filiera creativa, la radio è un motore fondamentale: ridurne l’accessibilità significherebbe danneggiare direttamente la produzione culturale e musicale. Senza una norma che imponga ricevitori ibridi, si rischia di indebolire l’intero sistema culturale nazionale ed europeo. Per questo chiediamo misure che rendano obbligatoria la presenza di FM, DAB+ e IP nei sistemi di infotainment automobilistici, a tutela del diritto all’informazione dei cittadini e della giusta remunerazione di artisti, autori e produttori».

(Unioneonline)

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