Chiamò Salvini «ministro della mala vita»: Roberto Saviano assolto
Il giornalista e scrittore sui social: «Per anni mi ha perseguitato, continuando a dichiarare che mi avrebbe tolto la scorta»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Assolto. Questa la decisione dei giudici al processo che vedeva imputato Roberto Saviano, denunciato da Matteo Salvini per averlo chiamato "ministro della mala vita" nel 2018 quando era a capo del Viminale. Il fatto, ha stabilito il tribunale di Roma, non costituisce reato.
«Le parole pesano, e le parole del ministro della mala vita, eletto a Rosarno (in Calabria) con i voti di chi muore per ‘ndrangheta, sono parole da mafioso. Le mafie minacciano. Salvini minaccia», aveva scritto il giornalista in risposta ad alcuni post in cui Salvini faceva polemica sulla scorta sotto cui vive ormai da vent’anni. Una citazione dello storico e politico Gaetano Salvemini, che così si rivolse a Giovanni Giolitti nel 1909.
«Salvini per anni mi ha perseguitato letteralmente, facendo campagne elettorali su di me – commenta oggi lo scrittore - Soprattutto, lo ricorderete, continuando a dichiarare che avrebbe tolto la mia scorta. Questa sentenza ci dimostra che lui aveva preso in considerazione la possibilità di consegnarmi ai clan. Chi chiede di togliere la scorta a chi è scortato dallo Stato, senza tra l'altro addurne una motivazione, sta accettando di consegnare la persona ai clan. Questa sentenza per me, soprattutto, va a sottolineare questo».
Quindi la dedica a «Gaetano Salvemini, perché Gaetano Salvemini oggi è stato tantissime volte citato e gli avrebbe fatto piacere sentire che le sue parole mettono così tanta paura, ancora oggi, al potere».
(Unioneonline/D)
