La stima è nazionale, ma - secondo le previsioni più prudenti delle principali autorità portuali sarde - sarebbero circa 20 mila solo i passeggeri in arrivo e in partenza dall'Isola che, lunedì e martedì, s'imbarcheranno sui traghetti Tirrenia.

BLOCCO SCONGIURATO È stato quindi accolto dai sindacati l'appello del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli. Ieri, il rappresentante del Governo ha assicurato che non avrebbe fatto ricorso alla precettazione (il provvedimento straordinario con cui avrebbe impedito lo sciopero). Inoltre, ha ribadito la volontà di cedere l'azienda senza ricorrere allo spezzatino e di garantire i livelli occupazionale e contrattuale. Matteoli l'ha fatto durante una riunione, andata oltre il tentativo di ricomporre il contrasto che aveva fatto proclamare 48 ore di stop.

I PUNTI Durante il vertice, infatti, sono state affrontate questioni di merito. Il commissario straordinario di Tirrenia e amministratore unico della controllata siciliana Siremar, Giancarlo D'Andrea, ha fatto sapere di aver chiesto la proroga delle convenzioni tra Stato e gruppo di navigazione oltre la scadenza del 30 settembre, data indicata dall'Unione europea per la privatizzazione del gruppo di navigazione. Proroga sollecitata anche dalla Fit Cisl, mentre il Pd ha invitato il governo a trattare con Bruxelles per uno slittamento della privatizzazione, che riguarda anche le società Toremar (Toscana), Caremar (Campania) e Saremar (Sardegna), già cedute alle rispettive Regioni.

LA SITUAZIONE Resta comunque lo spettro degli inconvenienti, che i passeggeri stanno affrontando ripetutamente da quando è in atto il tentativo di privatizzare Tirrenia. È tutta storia di quest'estate: dall'offerta (poi respinta dall'azionista del gruppo Fintecna) della Regione autonoma Siciliana, attraverso cordata pubblico-privata Mediterranea Holding, alle ultime vicende che preluderebbero a una privatizzazione in extremis. Una corsa contro il tempo, anche se sembra impossibile la chiusura dell'operazione entro il 30 settembre, come vorrebbe l'Ue. Ma ci sono i creditori da tranquillizzare e i vacanzieri da riportare a casa. I fatti accaduti ieri a Olbia sono il replay del caos del 7 agosto, con l'odissea sui traghetti e sulle banchine per migliaia di passeggeri in arrivo da Civitavecchia a Cagliari con la Clodia, dirottati a Olbia e ad Arbatax. Stessa situazione a inizio luglio sulla Trapani-Cagliari, con il traghetto che partì con un giorno di ritardo.

IL COMMISSARIO Il commissario della compagnia ha anche attivato l'utilizzo di risorse destinate a differenti finalità per far fronte alle esigenze di cassa, ridotta a 18 mila euro agli inizi di agosto. D'Andrea ha chiesto di attivare le garanzie assunte dallo Stato per utilizzare nuovi finanziamenti esclusivamente per fronteggiare il momentaneo fabbisogno di liquidità che deriva dalla gestione corrente e ha avviato la definizione del programma di cessione dei beni non necessari a Tirrenia per lo svolgimento dell'attività. Fra questi, alcuni immobili e 5 navi veloci.

LA SVOLTA È stata l'assicurazione di Matteoli che non avrebbe emesso l'ordinanza di differimento dello sciopero a far fare marcia indietro alla Uiltrasporti. Il segretario generale, Giuseppe Caronia, che aveva proclamato lo sciopero e minacciato di infrangere anche un'eventuale precettazione se non ci fosse stato un incontro con il Governo prima di fine agosto, ha differito la protesta: la nuova data sarà decisa dopo il tavolo convocato per il 6 settembre, giudicando «un segnale di responsabilità e di rispetto» la rinuncia del ministro a «un atto coercitivo» nei confronti «della legittima e sacrosanta lotta dei lavoratori a difesa del loro posto di lavoro». Diversa la motivazione che ha portato Federmar Cisal e Orsa a sospendere lo sciopero: per loro è bastato essere entrati nel merito e aver ricevuto assicurazioni, dal ministro per voce del capo di Gabinetto, sul mantenimento dell'unicità di Tirrenia e dei livelli occupazionale e contrattuale.

LORENZO PIRAS
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