Thiesi, non timbrava il cartellino ma era quasi cieco e con una disabilità: licenziato e condannato
Per l’uomo le accuse di truffa, falsa attestazione e interruzione di pubblico servizioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Truffa, falsa attestazione e interruzione di pubblico servizio. Erano queste le imputazioni a carico di un 66enne di Cossoine, ex centralinista dipendente dell’Ats nell’ospedale di Thiesi. Secondo le accuse, in diverse occasioni tra maggio e giugno 2021, l’uomo si sarebbe assentato dal lavoro omettendo di timbrare il cartellino in uscita.
Recandosi poi in bar e ristoranti come in seguito scoperto dai carabinieri che si erano occupati di fare le indagini. L’Azienda, dopo la procedura davanti alla commissione disciplina, aveva licenziato l’imputato a cui mancava ormai poco alla pensione. E, nonostante i ricorsi al tribunale del Lavoro, la misura era stata confermata. Nel procedimento penale una perizia psichiatrica aveva attestato «una capacità di intendere e di volere gravemente scemata al momento dei fatti» per l’uomo che soffriva tra l’altro anche di una importante disabilità visiva.
Questi aveva giustificato la sua condotta in tribunale sostenendo che spesso veniva mandato a fare commissioni all’esterno, circostanza però negata dai testimoni chiamati in udienza. In discussione la pm Alessia Sanna aveva sollecitato l’assoluzione per il 66enne così come l’avvocato della difesa, Carlo Ermini, che aveva evidenziato come, a suo parere, il suo assistito non potesse essere considerato responsabile, anche per l’incapacità di gestire il sistema di timbratura. La giudice Valentina Nuvoli ha invece disposto, oggi in aula d’assise, la condanna a 6 mesi per la persona con pena sospesa.
