Battute ieri all’asta, in tribunale a Sassari, quattro case dei residenti di via Bachelet che, nei giorni scorsi, avevano protestato riferendo la loro storia. Tre su quattro sono state vendute mentre diverse persone del Comitato acquirenti della strada del quartiere Baddimanna aspettavano dietro la porta dell’aula delle aste.

Grande l’amarezza per la sorte delle proprie abitazioni, acquistate anni fa, in certi casi tre volte il prezzo originario, consegnate dalla società incomplete e concluse sempre coi soldi di chi sperava di aver comprato la prima casa.

Tutta la vicenda era cominciata quando, nel 1994, si era formata la cooperativa Ingedil a cui si erano associate in seguito 12 persone, quelle che costituiscono l’attuale comitato. Proprio loro avevano scoperto al momento dell’assegnazione degli alloggi, come hanno riferito i residenti in un comunicato, «di dover rispondere di ingenti debiti causati dalla gestione della associazione fatta da un’altra società». E a quel punto l’impresa edificatrice promuoveva, «l’azione revocatoria nei confronti degli assegnatari degli alloggi a tutela dei propri presunti crediti». E si arriva all’oggi con le case vendute all’asta. «Quarantottomila euro è stata la prima cifra con cui davano la mia - ha spiegato ieri Francesco Daga, presidente del comitato degli acquirenti - e io ne ho speso più del doppio per acquistarla. Sono rassegnato ma a questo punto penso alla salute. Non voglio ammalarmi per questa storia».

Una delle tre case è stata ricomprata da un componente del comitato ma non è andata così per le altre due. Intanto i sopravvissuti della cooperativa Ingedil sperano che si faccia chiarezza sulle tante anomalie di una vicenda su cui, hanno denunciato, non è stata fatta adeguata vigilanza da parte di Comune e Regione.

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