Investire nella sanità. È il messaggio di Roberto Speranza, ministro della Salute dal 2019 al 2022 durante gli esecutivi Conte II e Draghi, e che ieri si è fermato a Sassari, in Sala Angioy, per presentare il suo libro “Perché guariremo”, pubblicato da Solferino editore. Nell’incontro promosso dal Pd, il deputato ha ricordato come le risorse per il comparto sanitario si siano alquanto ridotte: «Durante la pandemia si era arrivati al 7,4 % del Pil e adesso rischiamo di andare sotto il sei. Un errore gravissimo». Anche la Sardegna, secondo l’esponente dem, sta pagando il prezzo di questa politica. «Quando lo Stato è più debole e investe di meno- dichiara -chi paga di più il prezzo sono le regioni che hanno già maggiori difficoltà. E la Sardegna, anche per conformazione, con un milione e mezzo di abitanti in un territorio enorme, ha una sfida più complicata di tenuta del servizio sanitario».

Per Speranza il modello deve essere quello di un servizio sanitario nazionale che non lascia nessuno indietro, e in cui curarsi non deve essere appannaggio solo di chi ha le risorse per andare dai privati ed è in grado di firmare una assicurazione. Direttrici impostate all’inizio del suo mandato, sette anni fa, prima che arrivasse il covid 19. «In quel periodo- riferisce -abbiamo scelto di basarci su due idee di fondo: il primato della vita delle persone, e la fiducia nella scienza». Speranza difende “a testa alta” quanto fatto, anche se, da allora, vive sotto scorta per le minacce ricevute. “L’importante è avere la coscienza a posto- sottolinea- Quando giuri sulla Costituzione hai l’onore di guidare il Paese e alla fine devi prendere delle decisioni. Le ho prese nell’interesse nazionale e sono convinto che siamo usciti dalla pandemia grazie a quelle scelte”.

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