Da 434 a 630 detenuti nella Casa circondariale di Bancali a Sassari. È l’aumento della popolazione carceraria visto, tra uomini e donne, dalla garante comunale delle persone private della libertà, Anna Cherchi, dall’inizio del suo incarico nel febbraio 2025.

Una crescita esponenziale esposta ieri in audizione a Palazzo Ducale, nella V Commissione presieduta da Vannina Masia. Il sovraffollamento è una delle maggiori criticità della struttura insieme alla situazione sanitaria. «Abbiamo turni scoperti- spiega Cherchi- e si ha invece bisogno di un medico h 24, festivi compresi». Anche perché, in caso di urgenze, il detenuto viene condotto al pronto soccorso e, per accompagnarlo, partono almeno tre unità degli agenti penitenziari, sottratti così alla sicurezza dell’istituto.

«Mi preoccupa poi la questione strutturale- aggiunge- In carcere ci sono infiltrazioni, servizi igienici fatiscenti, e l’assenza di un riscaldamento d’inverno e di una climatizzazione d’estate. Negli ultimi mesi la situazione è stata insostenibile». E la concentrazione di persone in carcere incrementa qualsiasi problema, anche perché a Bancali «c’è il mondo».

E in questo microcosmo abbondano le persone con malattie mentali: «Non esiste una statistica sul loro numero ma sono tanti». Troppi anche i ragazzi finiti in struttura, 18/19enni, condannati per reati legati allo spaccio, oppure furti e aggressioni. Se si aggiungono i detenuti extracomunitari, almeno il 30% del totale, e coloro che stanno scontando pene lunghe, oltre alle presenze al 41 bis, emerge un ecosistema complesso e difficile da gestire.

«Uno psicologo ad esempio ha in carico 120 persone e, con una cifra simile, vede i suoi assistiti ogni due mesi». Lavorare in queste condizioni richiede un esercizio continuo di pazienza e speranza, che riesce, in ogni caso, a proporre esperienze che preparano anche al “dopo”, come i corsi scolastici, universitari o, tra gli altri, quelli per tecnici del suono. «Ci sono poi imprenditori che stanno aiutando a inserire le persone in semilibertà», ricorda la garante.

Bancali offre anche una dimensione sportiva e, tra poco, si giocherà un quadrangolare di calcio dove le squadre sono sei, 120 gli iscritti, e che vedrà la partecipazione di allenatori professionisti. Un segnale di distensione per persone spesso bollate e condannate pure sui social. «Prima di parlarne- conclude Anna Cherchi- bisogna entrare in un carcere. Tutte le persone che vi sono dentro hanno un passato e non sono orfane o figlie di nessuno ma hanno famiglie». L’invito allora è a non giudicare.

© Riproduzione riservata