E' un pastore di Orgosolo la seconda persona arrestata dai carabinieri per il colpo al Banco di Sardegna di Serramanna del 4 gennaio scorso. In manette, con l'accusa di rapina aggravata in concorso, è finito Mario Costantino Musina, 28 anni, residente a Orgosolo. Il provvedimento è stato richiesto dal sostituto procuratore Emanuele Secci e firmato dal Gip Giovanni Massidda. Musina è stato arrestato ieri pomeriggio nella sua abitazione. Ad inchiodarlo la prova del Dna recuperato dai numerosi reperti trovati subito dopo il colpo.

Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Cagliari, dopo l'arresto di Francesco Pira, bloccato dal maresciallo donna comandante della Stazione dei Carabinieri di Serramanna, non si sono mai fermate. Un'indagine "vecchio stile" come l'ha definita lo stesso comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Davide Angrisani: "E' stato un lavoro investigativo svolto in collaborazione con la Compagnia di Sanluri, il Comando Provinciale di Nuoro, le Stazioni di Orgosolo e Sarramanna e il Ris". Dai reperti trovati subito dopo la rapina è stato recuperato un profilo di Dna che è stato messo a confronto con quello di alcuni sospettati. Alcuni personaggi vicini a Pira, tra questi proprio Mario Costantino Musina. Il prelievo per la prova comparativa è stato effettuato la scorsa settimana e i risultati sono arrivati pochi giorni fa. Risultati che non hanno lasciato dubbi, tanto che la Procura ha chiesto e ottenuto il provvedimento restrittivo eseguito ieri pomeriggio. "Anche in questa occasione il lavoro delle Stazioni dei carabinieri è risultato fondamentale per le indagini condotte dai militari del nucleo investigativo - ha sottolineato il colonnello Angrisani. - La loro conoscenza del territorio è servita per stringere il cerchio attorno a una rosa di sospettati. Le indagini adesso proseguono per individuare l'ultimo rapinatore".

LE INDAGINI - Secondo quanto riferito dai militari, Mario Costantino Musina alla vista dei carabinieri che si avvicinavano mentre si trovava in un bar di Orgosolo ha tentato di fuggire. I carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale di Cagliari e gli uomini della Stazione di Orgosolo lo hanno inseguito e catturato ieri pomeriggio dopo averlo tenuto sotto stretta osservazione per giorni. Il pastore sapeva di essere finito nel mirino degli investigatori: qualche giorno prima era stato convocato in caserma ed era stato sottoposto al tampone per tracciare il profilo del Dna. Proprio grazie al Dna e agli elementi recuperati dal Nucleo investigativo di Cagliari, in meno di venti giorni di indagini, è arrivata l'identificazione di Musina. Il suo profilo genetico è stato comparato con quello recuperato dal cappellino che i banditi avevano abbandonato insieme al bottino subito dopo il colpo.
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