Uno striscione all’ingresso dell'istituto di via Primo Maggio con un messaggio chiaro: “Qui nessuno è straniero. Articolo 34, la scuola è aperta a tutti. Siamo tutti uguali”. Un gesto simbolico dei rappresentanti degli studenti del liceo Pitagora di Selargius contro il nuovo Decreto scuola voluto dal Governo nazionale, che prevede un tetto massimo del 30 per cento di studenti stranieri nelle classi.

“La scuola non è solamente il posto dove veniamo ogni mattina per fare lezione, prendere voti e sostenere verifiche. È il luogo in cui impariamo a confrontarci con persone diverse da noi, a conoscere realtà differenti e a costruire la nostra idea di futuro”, dicono i liceali di Selargius. “Proprio per questo, il nuovo decreto ha aperto un dibattito importante. Tra le misure previste c’è, a partire dall’anno scolastico 2027/28, un limite del 30% nelle classi prime per determinate categorie di studenti con cittadinanza non italiana, in particolare per chi non abbia frequentato con esito positivo almeno tre anni del sistema nazionale di istruzione. Il decreto prevede inoltre interventi per il potenziamento dell’italiano e misure per favorire il coinvolgimento delle famiglie nel percorso scolastico.  Al di là delle diverse posizioni politiche, però, noi studenti dobbiamo porci una domanda: quale idea di scuola vogliamo costruire? Una scuola nella quale le differenze rappresentano un problema da distribuire, oppure una realtà con cui imparare a convivere?”.

E ancora: “C’è un principio della nostra Costituzione che vale la pena ricordare: l’articolo 34 stabilisce che ‘la scuola è aperta a tutti’. Questo significa che l’istruzione e la possibilità di frequentare la scuola non dovrebbero essere viste come un privilegio riservato a qualcuno, ma come un diritto. E i diritti umani e l’uguaglianza appartengono a tutti, senza distinzione”. In conclusione gli studenti del liceo Pitagora precisano: “Questo non è uno slogan contro qualcuno. È un messaggio su quale dovrebbe essere il ruolo della scuola: un luogo dove nessuno viene definito prima di tutto dalla propria provenienza, ma viene riconosciuto come studente e come persona".

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