Un aereo in mare e feriti da salvare. Questa la prova dell’esercitazione Airsubsarex 2024 di stamattina nelle acque tra Quartu e Capo Boi, coordinata dalla Guardia Costiera di Cagliari alla quale hanno preso parte 7 mezzi nautici tra i quali quelli della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco e 2 elicotteri: un AW139 della quarta Sezione Elicotteri della Guardia Costiera, di Decimomannu ed un AW139 dell’80° Gruppo SAR dell’Aeronautica Militare.

L’esercitazione, mirata anche a prevenire il rischio di inquinamento marittimo, ha coinvolto anche 3 nuclei subacquei, tutti di Cagliari: il 4° Nucleo Subacquei della Guardia Costiera, il Nucleo subacquei dei Carabinieri ed il Nucleo subacquei della Guardia di Finanza, i quali sono stati coinvolti nella ricerca del simulacro della scatola nera.

Tutto è iniziato alle 10, quando la torre di controllo di Elmas ha ricevuto una chiamata di soccorso da parte di un aereo di linea in difficoltà dopo l’impatto con un drone, incidente che ha richiesto (sempre secondo il copione) l’ammaraggio a sud di Cagliari. La sala operativa della Guardia Costiera, avvisata dell’emergenza tramite il sistema di comunicazione diretto della Sogaer denominato Heelp, ha impostato le operazioni all’interno dell’area dell’ammaraggio. Lì è intervenuto un rimorchiatore della Moby, con a bordo volontari della Croce Rossa Italiana, che ha vestito i panni dell’ipotetica carlinga dell’aereo. Alle unità navali partecipanti è stato assegnato uno schema di ricerca dei simulacri delle vittime mentre gli elicotteri della Guardia Costiera e dell’Aeronautica Militare, coordinati in area dall’aircraft coordinator della Guardia Costiera, hanno pattugliato le aree assegnate per le ricerche e, successivamente, hanno effettuato operazioni di recupero di persone dall’acqua con il verricello.

Ai nuclei subacquei di Guardia Costiera, Guardia di Finanza e Carabinieri sono state assegnate aree per la ricerca di simulacri sommersi e della scatola nera. Nel frattempo la Croce Rossa Italiana ed il 118 hanno predisposto, nel molo Ichnusa, un punto per i soccorsi medici dove sono stati portati i feriti, inscenati dai volontari della Croce Rossa. Al fine di rendere il più realistico possibile lo scenario, la Croce Rossa ha coinvolto alcuni volontari, appositamente truccati, che hanno simulato i feriti e sono stati trasportati al Molo Ichnusa.

Successivamente la Sala operativa della Guardia Costiera ha richiesto l’intervento del battello disinquinante “Punta Izzo” del consorzio Castalia, per la bonifica dell’area, nella quale è stato simulato un inquinamento. L’esercitazione ha consentito di valutare l’efficacia del “Piano di emergenza per il soccorso ad aeromobile incidentato in mare”, sperimentare la capacità di collaborazione tra equipaggi aerei, marittimi e subacquei di diverse amministrazioni statali.

(Unioneonline/v.f.)

© Riproduzione riservata