Grande partecipazione a Pula per il laboratorio “Sulitus & Launeddas”, inserito nel programma della rassegna PulArchàios. L’iniziativa ha fatto registrare un’affluenza superiore alle aspettative, coinvolgendo numerosi partecipanti e, in particolare, tanti bambini e giovani.

A guidare il pubblico alla scoperta dei segreti degli antichi strumenti della tradizione sarda sono stati i maestri Orlando Mascia e Matteo Muscas, affiancati dal costruttore Mauro Muscas. Un’occasione per conoscere da vicino la storia e le tecniche legate alla costruzione e all’utilizzo di sulitus e launeddas, ma anche per ascoltarne le sonorità caratteristiche.

Particolarmente significativa è stata la presenza dei più giovani, rimasti affascinati dalle vibrazioni e dai ritmi prodotti dagli strumenti realizzati con la canna palustre. Un segnale importante per la trasmissione di un patrimonio musicale che rischia altrimenti di perdersi.

Proprio il coinvolgimento delle nuove generazioni rappresenta uno degli elementi centrali del percorso avviato da anni a Pula. Attraverso progetti finanziati dal Comune, il maestro Matteo Muscas porta infatti la conoscenza degli strumenti della tradizione nelle scuole primarie del territorio. Un'attività che sta dando risultati concreti: diversi giovani alunni hanno già imparato a suonare sulitus e launeddas con passione e una notevole padronanza.

«La cultura tradizionale vive solo se tramandata», ha sottolineato il sindaco Walter Cabasino, che ha rivolto un ringraziamento ai maestri, agli organizzatori e alle famiglie «che continuano a sostenere la bellezza della nostra identità».

Il laboratorio di PulArchàios si è così trasformato non solo in un momento di approfondimento e spettacolo, ma anche in un’occasione di incontro tra generazioni, nel segno della musica e della cultura popolare sarda.

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