Nuovi fabbricati connessi alle aziende, la possibilità di affiancare all’attività agricola anche quella ricettiva con la nascita di hotel rurali e agricampeggi: con il Programma di conservazione e valorizzazione di Santa Margherita il Comune è pronto a delineare il futuro della borgata.

Lo strumento di programmazione urbanistica è stato presentato nei giorni scorsi a Santa Margherita: dopo la fase delle osservazioni da parte della Regione e dei privati, il programma tornerà in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva, per poi essere messo in funzione.

Elisabetta Loi, vice sindaca e assessora alla Valorizzazione di Santa Margherita, spiega come alla base della programmazione del futuro della borgata ci sia la multifunzionalità delle aziende: «L’obiettivo è dare la possibilità agli imprenditori agricoli di affiancare all’attività principale anche quella ricettiva rurale, in modo da diversificare la propria economia. Vogliamo che Santa Margherita possa avere un futuro, e che le generazioni a venire possano ancora abitare in questo luogo. Grazie al Programma di conservazione e valorizzazione verranno recuperati i vecchi edifici e si potranno ristrutturare gli stabili di Laore, che saranno riconvertiti e destinati alla comunità».

Il sindaco, Walter Cabasino, è certo che, attraverso la multifunzionalità, le aziende agricole ancora in attività riusciranno a garantirsi un futuro: «Questo programma è stato elaborato per preservare il paesaggio rurale della borgata e, allo stesso tempo, garantire un futuro agli imprenditori agricoli e alle loro famiglie. Quello che stiamo portando avanti, di fatti, è un piccolo Piano urbanistico di Santa Margherita: dopo il Piano particolareggiato del centro storico, presto avremo anche un Piano di utilizzo del litorale e un nuovo Puc».

Dai banchi della minoranza, la capogruppo di Siamo Pula, Ilaria Collu, critica lo strumento urbanistico varato dall’amministrazione Cabasino: «Ci troviamo davanti a un esercizio di finta democrazia, il programma è stato presentato a Santa Margherita a giochi fatti, senza alcun confronto con gli abitanti e gli imprenditori agricoli che attendono questo strumento da anni. Le discussioni e tutte le attività propedeutiche alla realizzazione di questo piano andavano concordate prima, non a giochi fatti: con il confronto dei residenti la programmazione sarebbe stata di sicuro di più ampio respiro».

Nino Siclari, storico residente della borgata e presidente della cooperativa agricola Santa Margherita, parla di occasione mancata: «Non è con la multifunzionalità che si salva la borgata da un prossimo spopolamento, sarebbe servito un tavolo con la Regione per approfondire la pianificazione di questo territorio, nel quale sì e no sono rimaste appena 25 aziende, e dove oltre 600 ettari di terreno agricolo risultano abbandonati».

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