Strisce blu, doppia proroga: “Oristano al Centro” chiede conto al Comune
La richiesta è di chiarire «quali siano gli “oggettivi e insuperabili ritardi” a fondamento del secondo rinnovo fino al 30 aprile»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non si spengono le polemiche sulla proroga dei parcheggi a pagamento. Dopo una prima proroga tecnica fino al 30 ottobre e una seconda fino all’espletamento della nuova gara, sulla vicenda intervengono anche Giuliano Uras e Roberto Pisanu, componenti di Oristano al Centro, il gruppo di riferimento dell’ex assessore alla Viabilità Ivano Cuccu.
I due consiglieri hanno presentato un’interpellanza urgente per chiedere conto del percorso che ha portato al nuovo prolungamento dell’affidamento. «Perché - domandano - dopo quasi un anno il Comune non è ancora riuscito a completare il percorso di affidamento?».
Già l’11 novembre 2025, infatti, gli uffici avevano predisposto una bozza di deliberazione con indirizzi dettagliati per una procedura a evidenza pubblica, con una concessione di cinque anni, rinnovabile per altri due. La precedente concessione è però scaduta il primo maggio senza che il nuovo affidamento fosse concluso.
Da qui la prima proroga fino al 30 ottobre e, a settembre, la decisione di procedere con una seconda, motivata dalla necessità di garantire la continuità del servizio nelle more della nuova gara. «Quali siano esattamente gli “oggettivi e insuperabili ritardi” che l’Amministrazione pone a fondamento della seconda proroga fino al 30 aprile 2027», chiedono i consiglieri, domandando anche se tali ritardi siano «imprevedibili, oggettivi, non imputabili all’Amministrazione» e «non dipendenti da scelte politiche».
Nell’interpellanza viene ricostruito anche il passaggio politico. «Nel maggio 2026 l’Assessore alla Viabilità dichiarava che era ancora in corso la valutazione tra gara esterna e gestione in house», mentre a luglio «dichiarava che le delibere sui parcheggi erano pronte, ma che si attendeva il confronto politico della maggioranza».
Per Oristano al Centro «non è sufficiente parlare genericamente di “tempi tecnici”»: tempi e motivazioni «devono essere documentati». Il gruppo chiede inoltre di chiarire l’eventuale impatto della proroga sulla concorrenza e annuncia la trasmissione dell’interpellanza all’Anac. La conclusione è netta: «Non vi accusiamo noi di aver violato la legge: vi chiediamo di dimostrare pubblicamente perché ritenete che la legge consenta ciò che avete fatto».
