C'è la fede, la storia antica che si ripete, la magia del rito, la fatica, ma anche tantissimi turisti che oggi vogliono assistere all'evento lungo i sentieri del Sinis: un modo per sentirsi parte di quella comunità "speciale" di 900 corridori. Ecco perché oggi, rispetto al passato, quando il pubblico non era così numeroso e gli scalzi erano molto meno, per la corsa di san Salvatore servono più regole. Per non mettere in pericolo chi corre da Cabras al villaggio, nei punti più affollati come l'arrivo del santo al villaggio, per la prima volta ci saranno diversi operatori della sicurezza che eviteranno l'invasione del percorso con delle funi. Si tratta di una delle novità dell'edizione 2026 annunciate questa mattina dal Comune durante la presentazione dell'evento. 

I numeri
Undici giorni di festa, dal 28 agosto al 7 settembre, tra il paese lagunare  e il villaggio. Per la Regione si tratta di uno dei dieci  "Grandi Eventi Identitari". Ecco perché sono grandi anche i numeri che girano attorno alla manifestazione: per organizzare verranno utilizzati circa 250 mila euro. Dal bilancio comunale sono stati stanziati 50 mila, dalla Regione 108 mila euro, altri venti mila dalla Fondazione Sardegna e 25 mila dalla Fondazione Mont'e Prama. E poi ci sono le risorse che mette a disposizione il comitato per i festeggiamenti civili.

La festa

«Dietro la Corsa degli Scalzi c'è l'anima di un'intera comunità e l'amministrazione lavora perché eventi come questo diventino sempre più sicuri e accessibili», spiega il sindaco Andrea Abis, «la Festa per San Salvatore è prima di tutto una festa di popolo, di tradizione religiosa, che vogliamo condividere senza mai cadere nella tentazione della spettacolarizzazione. È un'occasione vera di incontro con la cultura profonda del Sinis, la nostra anima, la nostra storia e le tradizioni ancora vive. Negli anni i visitatori sono sempre più numerosi, curiosi di conoscere ed entrare in contatto con la nostra comunità, e questo ci rende orgogliosi e ci conforta. Siamo infatti convinti che il modello su cui stiamo puntando sia quello vincente: far crescere l'economia del nostro territorio custodendo e preservando la nostra identità». Sulla sicurezza ha fatto il punto l'assessore alla mobilità Enrico Giordano: «Saranno circa ottanta le persone impegnate nelle attività di sicurezza. La professionalità e la collaborazione di tutti saranno fondamentali, così come sarà prioritario mantenere sgombro il percorso e impedire la presenza di auto lungo il tracciato. Quest'anno l'Associazione ha espresso una richiesta ulteriore: contribuire al rispetto della processione nei momenti più importanti, all'arrivo al villaggio e all'arrivo a Cabras, comprese le fasi di ingresso in chiesa. Abbiamo pensato pertanto di garantire la sicurezza con un sistema di cordoni gestiti dagli operatori, che verranno progressivamente rimossi e si dissolveranno tra la folla non appena non saranno più necessari. A San Salvatore, inoltre, sono stati installati dei paletti per definire il limite dell'area destinata a chi assisterà alla partenza e all’arrivo, mentre nell'ultimo tratto saranno presenti delle transenne antiribaltamento, a ulteriore tutela della sicurezza di tutti». 

Le donne

Saranno come sempre le donne, in tutto 500, ad aprile le danze. Venerdì 28 agosto, scalze e vestite con gli abiti tradizionali, percorreranno a piedi i sette chilometri di su camminu de su Santu portando Santu Srabadoeddu, la piccola e antica statuetta del Santissimo Salvatore, dal paese al villaggio campestre. Un rito riportato in vita nel 1981 da alcune devote, che oggi resta uno dei momenti più intimi della festa: canti e preghiere in sardo che si intrecciano al passo e alla fatica, fino all'arrivo al santuario, dove la statuetta rimane custodita per tutto il novenario. «Cammineremo scalze come hanno fatto le nostre madri e le nostre nonne, portando Santu Srabadoeddu lungo lo stesso sentiero. È un gesto silenzioso, un dialogo tra noi, chi ci ha preceduto e il Santo», commenta Maria Francesca Spanu, dell'associazione Santu Srabadoeddu.

La corsa

Per vedere quel fiume umano vestito di bianco bisogna attendere invece la mattina del 5 settembre. Gli Scalzi, dopo la messa delle 6,  presieduta da Mons. Roberto Carboni, lavorano la Pieve di Santa Maria  in processione verso via Tharros. Alle 7.30 i Curridoris inizieranno la loro corsa per trasportare il simulacro di san Salvatore al villaggio, attraversano sentieri polverosi del Sinis.  Un modo per ricordare quando un gruppo di pescatori e contadini riuscì a portare in salvo la statua dalle incursioni saracene Alle 8.30, l'arrivo al villaggio. «La nostra associazione esiste per custodire questo momento con ordine e devozione: sette chilometri di sacrificio, di forte preghiera e intimità con nostro Gesù Salvatore che sono anche una metafora di vita. San Salvatore rappresenta la Pasqua nel cammino di fede di ogni Corridore», commenta Alessio Camedda, presidente dell'associazione Is Curridoris di San Salvatore. Il giorno dopo, domenica 6 settembre, alle 18,30,  rientro del Santo a Cabras.  

I festeggiamenti civili

Ma non solo fede. Accanto al programma religioso, il villaggio di San Salvatore cambierà volto ogni sera: si parte venerdì 28 agosto con Dantzas, festival di danze e musiche tradizionali con la Cogar Celi Band (Irlanda), i Balbrulè (Veneto) e i sardi Ballade Ballade Bois, con la partecipazione del maestro di launeddas Stefano Pinna. Seguono la porchetta arrosto e il concerto dei Naracauli (29 agosto), la Sagra della Frittura di paranza con Fantasias de Ballos (30 agosto), il teatro con Daniele Contu (31 agosto) e con la Compagnia Arriora (1° settembre), la dimostrazione di arti e mestieri antichi di Artis Antiga e la musica di Sonus de Festa (2 settembre), la serata con Giuliano Marongiu (3 settembre). Sabato 5 settembre, oltre alla Corsa, spazio alla Sagra del muggine, ai Boes e Merdules di Ottana e al concerto di Cordas et Cannas. Il gran finale è domenica 6 settembre in piazza Stagno, con lo spettacolo pirotecnico e il concerto di Baby K. «Uno dei nostri obiettivi è stato quello di animare il villaggio durante tutte le serate, avendo un occhio di riguardo per gli appuntamenti tradizionali come la commedia sarda e i balli della tradizione», ha spiegato Roberto Matta, presidente del Comitato San Salvatore 2026, «ci siamo impegnati in modo da costruire un programma capace di coinvolgere tutti, senza dimenticare comicità e musica, con l’obiettivo di interessare giovani e anziani, abitanti del territorio e visitatori. Una particolarità di questa edizione sarà il primo giorno dei festeggiamenti con il festival itinerante di danze e musiche tradizionali che porterà a Cabras la bellezza dello scambio interculturale attraverso la musica, con la partecipazione anche di un gruppo irlandese. Sarà un’occasione per incontrarsi, condividere culture diverse e scoprire quanto le tradizioni, pur appartenendo a luoghi lontani, possano parlare la stessa lingua». 

Accessibilità
Il pubblico più fragile troverà un'attenzione dedicata: in via Tharros sarà allestita una tribuna da 200 posti, gratuita e accessibile fino a esaurimento, riservata ad anziani, donne in gravidanza e persone vulnerabili, con una pedana dedicata per chi ha disabilità motoria. Sempre in via Tharros, vicino al punto di arrivo della Corsa, un sistema di paletti e cordonature garantirà la sicurezza di corridori e fedeli. Chi non può essere a Cabras potrà comunque seguire la festa: sabato 5 e domenica 6 settembre i canali social del Comune di Cabras e la pagina ufficiale della Corsa degli Scalzi trasmetteranno la partenza e momenti principali della cerimonia religiosa. Domenica 6 settembre, per il rientro, TeleSardegna e Aristanis TV trasmetteranno in contemporanea dalle 18 alle 20.

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