Cagliari, una messa nel ricordo di San Giuseppe Calasanzio: ma la sua chiesa continua ad essere inagibile
Amico di Galileo Galilei e Tommaso Campanella diede vita, nel 1597, alla prima scuola pubblica gratuita d’Europa per i figli delle famiglie meno abbientiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Cagliari ricorda San Giuseppe Calasanzio, fondatore dell’Ordine degli Scolopi arrivati in città alla fine del 1640. Oggi, martedì 25 agosto, giorno in cui ricorre la sua memoria liturgica, nella chiesa di Sant’Eulalia viene celebrata alle 18 la messa officiata da don Marco Lai. L’occasione per tenere vivo il ricordo del religioso che - come scrive su Giornalia lo studioso Franco Meloni, direttore di Aladinpensiero e socio di Unica Alumni - è stato il fondatore, nel 1597, della prima scuola pubblica gratuita d’Europa per i figli delle famiglie meno abbienti.
«San Giuseppe Calasanzio - spiega Meloni - venne proclamato nel 1948 da Pio XII “Patrono davanti a Dio di tutte le scuole popolari cristiane del mondo». Fu amico di grandi uomini di scienza come Galileo Galilei e Tommaso Campanella. Anche lui venne perseguitato dal Santo Uffizio. Del suo Ordine resta una traccia profonda nell’Isola per l’impegno ininterrotto nel campo dell’istruzione”.
Nel quartiere Castello, accanto alla Torre dell'Elefante, sono rimasti, nel ricordo del Santo, gli edifici del Collegio e la chiesa, danneggiata dai bombardamenti anglo-americani del 1943. In tempi recenti ha vissuto momenti tormentati. Da molti anni è inagibile per i lavori di restauro che si sono prolungati ben oltre i tempi programmati. Franco Meloni ha proposto al rettore Francesco Mola «l'acquisizione della chiesa ai fini culturali da parte dell'Università che potrebbe affidarla alla neo costituita Associazione Unica Alumni. Su tutto questo occorre avviare un confronto con tutte le parti interessate».
Sarebbe un modo per restituirla alla città e per riportare all’attenzione generale il percorso umano e religioso di San Giuseppe Calasanzio: «È importante - conclude Franco Meloni - prevedere attività culturali e celebrazioni legate al culto (in alcune circostanze) nella chiesa dedicata al Santo che aveva a cuore i diritti delle persone meno abbienti e confidava nella forza salvifica dell’istruzione».
