«Mi aspettavo di vedere una pozzanghera, ho trovato un lago semipieno».  Gianfranco Dalu, classe 1957, per tutti qui è sempre stato il “signore dell’acqua”. L’uomo da sempre in trincea, dal Govossai ad Abbanoa, con la trafila della governance idrica, segnata dai ruoli apicali in qualsiasi incarico gli sia stato affidato, dalla gestione diretta della sicurezza del sistema degli invasi del Consorzio del Govossai, sino al ruolo di vertice nel governo di potabilizzatori e depuratori dell’Isola. Burbero, schietto, introverso con i nemici, affabile con chi lo rispetta. 

Ingegnere, è in pensione da qualche anno. Ma parla dell’invaso di Maccheronis, quello che dovrebbe servire la Baronia assetata, dove i frutteti stanno morendo. Ne è convinto: «Non voglio creare allarmismi, ma mi pare che l’emergenza sia stata creata a tavolino: dicono che qui ci siano cinque milioni di metri cubi invasati, secondo me ce ne sono almeno il triplo. Le campagne si possono salvare». 

I dettagli nell’inchiesta di Mauro Pili su L’Unione Sarda in edicola e nell’edizione digitale

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