Lula, travolse e uccise un uomo mentre era alla guida del bus: autista condannato a due anni
Era al volante ma usava il telefono, poi l’impatto costato la vita al 70enne Serigne Geye, di origini senegalesiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È stato condannato a due anni l’autista del bus che, mentre usava il cellulare, ha travolto e ucciso un settantenne di origini senegalesi sulla 131, poco distante da Lula. L’incidente risale allo scorso 21 dicembre. Salvatore Cadoni, quarant’anni, di Olbia, ha patteggiato la pena il 3 luglio in Tribunale a Nuoro, gli è stata anche ritirata la patente di guida.
La vittima si chiamava Serigne Gueye e viveva a Torpè. Lo schianto è avvenuto lungo la Statale 131 dcn (dir/centr Nuorese), nella la corsia nord, per Olbia. Gueye, che in Sardegna era arrivato per lavorare e aiutare la famiglia rimasta in Senegal, era sceso dal suo furgone per un’avaria. È in quel momento che il bus lo ha travolto, senza lasciare alcun segno di frenata.
Dopo l’impatto il bus ha continuato la sua corsa prima di arrestarsi, per altri 115 metri. Una dinamica che non ha lasciato scampo all’immigrato, deceduto praticamente sul colpo. Ad aggravare la posizione del conducente del mezzo di servizio, le immagini estrapolate dall’impianto di video sorveglianza installato nell’autobus da cui è emerso che nell’orario in cui è accaduto il sinistro l’autista ha fatto uso in più occasioni del suo telefonino, in particolare proprio dalle ore 20 e 27 minuti alle ore 20, 29 minuti e otto secondi, momento in cui si sente un forte rumore, quello del botto dell’incidente, e pochi secondi dopo il conducente ferma la corsa e scende immediatamente dal veicolo.
Cadoni, che in seguito alla sua condotta di guida è stato anche licenziato dalla sua azienda, è stato iscritto fin da subito nel registro degli indagati per il reato di omicidio stradale dal Pubblico Ministero della Procura di Nuoro Ireno Satta, ma prima ancora che il Sostituto Procuratore chiudesse le indagini preliminari, di fronte alle sue schiaccianti responsabilità, ha chiesto di patteggiare la pena e si è così giunti all’udienza di mercoledì 3 luglio e alla condanna a due anni. Dopo la tragedia i familiari della vittima si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società che si è fatta carico del rimpatrio della salma nel suo Paese di origine.
(Unioneonline/v.f.)