«Un vero e proprio esodo», lo definisce il sindacato Anaao Assomed, che ha diffuso uno studio sulla fuga dei medici dagli ospedali pubblici. La Sardegna ha i numeri più alti d’Italia: i camici bianchi che abbandonano i reparti sono tre volte più di quelli che vanno in pensione, e nonostante le assunzioni, il bilancio finale in dieci anni dà un deficit di 298 professionisti.

«Non è più solo un problema di carenza di personale. Siamo davanti a un sistema che non riesce a trattenere i medici in servizio», è la denuncia, «continuare ad assumere senza intervenire sulle ragioni che spingono ad andarsene, significa riempire un contenitore che continua a svuotarsi».

I dati

Soffrono maggiormente l’emergenza-urgenza, la chirurgia, l’anestesia-rianimazione, l’ortopedia, la neonatologia. Da un lato i giovani scelgono altre specializzazioni, dall’altro si registra un trend di passaggio al privato e a dimensioni più “umane”.

In Sardegna il numero di medici in servizio si è ridotto da 4.291 nel 2015 a 3.993 nel 2024 (-6,9%). L'età media si è abbassata: -3 anni per le donne (da 51,5 a 48,5) e -4,5 anni per gli uomini (da 54,6 a 50,1). Le assunzioni a tempo indeterminato, partite da 161 nel 2015, hanno raggiunto il picco nel 2023 (463) per poi calare a 379 nel 2024 e a 221 nel 2025; quelle a tempo determinato sono passate da 375 nel 2015 al picco di 409 nel 2017, fino a 201 nel 2024.

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