Infortuni sul lavoro in Sardegna, è allarme: 8 morti nei primi sette mesi del 2026
I dati Inail registrano una crescita dei casi nell'isola, che salgono a quota 4.791. La denuncia della Uil: «Prevenzione e controlli subito al centro della politica»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Non si può parlare di infortuni sul lavoro solo quando avvengono, il tema deve essere al centro dell'agenda della politica regionale. Bisogna lavorare sulla prevenzione, sulla formazione e sui controlli». Lo sostiene la segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru, ricordando che l'11 ottobre è stata celebrata la 76/a giornata dedicata alle morti sul lavoro. «Troppo spesso si ricorda e si parla degli infortuni solo durante le ricorrenze o dopo che avviene qualche incidente», ribadisce la segretaria, «sono temi che andrebbero affrontati giornalmente, visto che quasi giornalmente si registrano infortuni sul lavoro a volte mortali».
E i numeri diffusi dall'Inail sui primi sette mesi del 2026 sono la conferma di quella che è una vera e propria emergenza. Da gennaio a giugno gli infortuni sono stati 213.985, il 4,71% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. In Sardegna ne sono avvenuti 4.791 contro i 4.567 dello scorso anno. Le vittime di infortuni a livello nazionale sono state 342, otto quelle avvenute in Sardegna una in più rispetto allo scorso anno. Aumentano anche gli infortuni in itinere cioè quelli registrati durante il tragitto casa-lavoro: a livello nazionale hanno raggiunto quota 49.166 (più 8,81% rispetto al 2025) mentre in Sardegna sono passati da 676 dello scorso anno a 746 dei primi sette mesi del 2026.
«Questi sono dati che devono fare riflettere», sottolinea Murru, «devono servire come monito per istituzioni, datori di lavoro e parti sociali. Gli infortuni sul lavoro sono un'emergenza. Come Uil con la campagna “zero morti sul lavoro” ci siamo ripromessi di batterci affinché il numero di morti sul lavoro sia zero. Purtroppo, nonostante le campagne di sensibilizzazione, gli appelli e le denunce, la situazione non è migliorata". Secondo il sindacato si continua a portare avanti «la logica del profitto e non quella della sicurezza», denuncia Murru, «bisogna che politica, associazioni datoriali e sindacati aprano un confronto costante sul tema degli infortuni. Occorre pianificare attività di prevenzione, formazione dei lavoratori e controlli. Occorre prendere provvedimenti per chi non rispetta le norme e premiare invece le aziende che le applicano. Solo in questo modo si potrà garantire dignità e sicurezza alle lavoratrici e ai lavoratori».
(Unioneonline)
