Indagare distanti epoche precedenti alle tradizioni scritte e orali, grazie agli strumenti di oggi: di questo tratterà il prossimo incontro di "Nuovi occhi sul passato", ciclo di conferenze promosso dal Gruppo Archeologico Kalaritano, che venerdì alle 10:30 vedrà alla Cittadella dei Musei del capoluogo l'intervento della geoarcheologa Rita Melis, dal titolo "Sguardi sul Mesolitico: gruppi umani e paesaggi in trasformazione a S'Omu e S'Orku (Arbus) 9000 anni fa". 

Nel quarto appuntamento dell'iniziativa in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali dell'ateneo cagliaritano – che come si evince dal sottotitolo di quest'anno "Leggere l'archeologia tra scienza, memoria e paesaggio" mette al centro la contaminazione tra saperi e discipline – sarà proprio il sito mesolitico di Arbus a essere raccontato da Melis. 

S'Omu e S'Orku è infatti preziosa testimonianza delle dinamiche di adattamento degli ultimi gruppi di cacciatori-raccoglitori alle variazioni climatiche del tempo, con gli studi geoarcheologici che rilevano come gli uomini mesolitici tentassero di sopravvivere agli estremi eventi e alla conseguente scarsità alimentare. E i reperti recuperati negli scavi, così come le sepolture rinvenute, documentano una presenza umana avversata dalle difficoltà, ma non sconfitta

Facendo seguito all'ultimo incontro con protagonista l'etnologa Giannetta Murru Corriga e a quello di domani con Melis, le prossime tre conferenze saranno in programma nel mese di maggio, con il microfono che passerà a Flavia Zedda con la storia di Fordongianus il 9, la matematica applicata alle Domus de Janas di Elisa Crabu per il 16 e infine Francesco Serra, nel focus sulle pratiche funerarie della Sardegna romana. 

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