Le proteste nel mondo della scuola fanno salire la tensione tra gli studenti a Cagliari. In particolare tra Blocco Studentesco, che fa riferimento al movimento di estrema destra Casa Pound, e Atzioni Antifascista de Casteddu. 

Uno scambio di accuse che si inserisce nel contesto delle proteste a livello nazionale contro il decreto scuola (che fissa un tetto alla presenza degli stranieri). Ma anche nelle manifestazioni di questi giorni, in questo caso in città, innescate dalla presenza dei topi e dalle condizioni nelle scuole che ha portato alla chiusura di nove istituti dall’inizio dell’anno scolastico. 

È in questo quadro che il clima si è arroventato. Oggi Blocco Studentesco intesta agli studenti antifascisti un attacco alla sezione dell’associazione in via Cervi e l’aggressione ai danni di uno studente del liceo Foiso Fois.

«Lunedì sera un gruppo di circa trenta persone ha tentato di raggiungere la nostra sezione per violarne con la forza l’accesso» è scritto in una nota. «Al momento dell'accaduto, due nostri ragazzi minorenni si sono ritrovati bersaglio di un'intimidazione dai metodi violenti e mafiosi. Soltanto l'arrivo di altri militanti ha impedito che la situazione degenerasse, costringendo gli aggressori ad allontanarsi».

Nel secondo caso, sempre secondo la nota, uno studente «è stato raggiunto da un gruppo di persone e aggredito con delle cinghie presso il liceo Foiso Fois». Una successione di episodi che «testimonia il clima di intimidazione e violenza venutosi a creare in città nel giro di appena due giorni». La replica degli antifascisti arriva in breve tempo con con una storia su Instagram: «Blocco de is faulancius» ovvero «Blocco di bugiardi».

Nel comunicato di Blocco studentesco i due episodi vengono ricollegati a un post comparso martedì scorso su una pagina social del movimento antifascista.

Il post in questione pubblicato da Atzioni Antifascista de Casteddu era accompagnato da una fotografia della bandiera italiana con la scritta «A foras sos fascistas» ovvero fuori i fascisti. «Stamattina in varie scuole, compresa Cagliari, i fascisti di Blocco Studentesco – si legge nel post di martedì 6 ottobre – hanno affisso delle bandiere italiane. Il motivo? Una ridicola risposta agli striscioni antirazzisti contro l'infame ddl scuola che ribadivano chiaramente un concetto molto semplice: qui nessuno è straniero. Le bandiere sono state subito tolte dagli studenti e rispedite al mittente».

Si faceva poi riferimento a «recenti aggressioni squadriste perpetrate fuori da diversi licei». Non è chiaro in questo caso se il riferimento sia a fatti avvenuti nel capoluogo.

Così come resta da chiarire se ci sia un collegamento tra queste tensioni e quelle avvenute ieri e la settimana scorsa durante due manifestazioni di protesta: nel primo caso all’esterno dell’istituto Giua e nel secondo al liceo Alberti. 

Ieri in viale Colombo, sede centrale dell’Alberti, si sono vissuti momenti di tensione: è stato acceso un fumogeno nella pineta di Su Siccu, con il rischio di innescare un incendio, e un estintore è stato lanciato in mezzo alla strada. Uno dei rappresentanti di istituto ha denunciato la presenza di ragazzi “infiltrati”.

In via Montecassino a Pirri, sede del Giua, venerdì durante la protesta sono stati lanciati oltre a rotoli di carta igienica, anche uova e fumogeni all’interno dell’edificio: uno di questi ha bruciato delle sterpaglie che sono state spente da altri manifestanti.

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