Piste ciclabili e rotatoria in via Po: riparte dopo 7 anni il progetto che cambierà il volto di Sant’Avendrace
Sforbiciata ai parcheggi e spazi a bici e pedoni. Ok della Soprintendenza che chiede massima attenzione per il cantiere: «Nel sottosuolo i resti dell’antica Santa Igia»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In superficie la moderna viabilità con piste ciclabili e rotatorie. E nel sottosuolo i resti dell’antica Santa Igia. Dopo oltre 7 anni riparte il progetto per il restyling di via Po nel quartiere di Sant’Avendrace, con il via libera definitivo della Conferenza dei servizi. L’obiettivo è quello di migliorare il collegamento tra l’area dell’ex mattatoio e il resto del quartiere e della città.
Il progetto, finanziato nell’ambito del programma straordinario per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, ha un importo complessivo di 800 mila euro. Era stato già approvato e aggiudicato nel 2019, ma i lavori non sono mai partiti. Serviva quindi il rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica. E solo qualche giorno fa la Soprintendenza ha espresso parere favorevole, prevedendo la presenza continuativa di un archeologo durante gli scavi.
Il progetto prevede una profonda revisione di via Po: marciapiedi più ampi, una pista ciclopedonale larga 2,50 metri, attraversamenti più sicuri e nuove sistemazioni del verde. Saranno ridotti alcuni spazi destinati alla sosta per recuperare aree a favore di pedoni e biciclette. Particolare attenzione è prevista nel tratto davanti all’ex mattatoio, dove la pista ciclabile sarà affiancata da fasce verdi e saranno riorganizzati parcheggi e carreggiata. Interventi anche in via Simeto, con il rifacimento dei marciapiedi e una nuova regolamentazione delle svolte, e alla rotatoria tra via Po, via Brenta e via Santa Gilla, che sarà trasformata da ellittica a circolare. Prevista anche una bretella per consentire la svolta diretta da via Po verso via Brenta. L’obiettivo dichiarato è trasformare la strada in un viale urbano più sicuro, accessibile e attrezzato per la mobilità sostenibile, rafforzando il collegamento tra Sant’Avendrace, l’ex mattatoio e le altre aree del quartiere.
Ora può partire la gara d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori. Ma l’impresa dovrà fare molta attenzione durante l’allestimento del cantiere. Perché gli interventi «ricadono all’interno di un perimetro di massima attenzione in relazione al rischio archeologico». Come si legge nelle autorizzazioni, dalla documentazione bibliografica e d’archivio emerge che nelle vicinanze sono saltate fuori importanti tracce del passato, segno che la zona è stata intensamente frequentata nell’antichità, con evidenze puniche, romane e altomedievali. Lo dimostrano i vincoli archeologici che proteggono la zona tra via Brenta e via Simeto e quella di via Garigliano. Non solo. Recenti scavi presso l’ex mattatoio hanno documentato importanti resti punici e altomedievali, chiari indizi che portano a ipotizzare la presenza nel sottosuolo di via Po di una porzione della cittadella altomedievale di Santa Igia.
