«Chi è il dottor Steven Claudio Masotti? Quale ruolo ha all’interno dell’ospedale Brotzu? Perché si occupa di cose di cui non si deve occupare? Chiediamo alla presidente della Regione e assessora ad interim Alessandra Todde di darci una risposta». Così il capogruppo di FdI in Consiglio regionale Paolo Truzzu, che oggi ha illustrato un’interrogazione su una determinazione con cui l’assessorato ha integrato di ulteriori tre unità il Gruppo di lavoro incaricato della definizione della scheda dei requisiti minimi autorizzativi per la terapia intensiva pediatrica (finita al centro di pesanti rilievi dei revisori dei conti). 

Fra i tre nuovi componenti c’è appunto Masotti, chirurgo vascolare del Brotzu. «Stiamo registrando all’interno della principale azienda sanitaria sarda un clima mefitico e una situazione di difficoltà degli operatori, oltreché estrema confusione nella gestione perché sembra che ci sia qualcuno, in questo caso il dottor Masotti, che sia il comandante effettivo di questa azienda, e tutto ciò ovviamente è inaccettabile».

All’origine dell’interrogazione c’è la determina che integra il Gruppo di lavoro da cui «finalmente e ufficialmente è emersa la figura del dottor Masotti». Secondo Truzzu, «non ci sarebbe nulla di particolare se non fosse che Masotti dovrebbe fare il chirurgo vascolare al Brotzu, e se non fosse che già dai primi di settembre si era autonominato coordinatore di questo Gruppo di lavoro, senza titolo, dava ordini, convocava riunioni e stabiliva la data di inaugurazione della terapia intensiva fissata, a suo dire d’accordo con la Regione, per il 5 dicembre».

Poi, continua, «incredibilmente il 27 di ottobre, ben dopo, gli è stato dato un ruolo nel Gruppo di lavoro con determina del direttore del servizio dell’assessorato alla Sanità». Il capogruppo ammette che «queste anomalie non sono insolite quando si parla di Masotti, che già era arrivato al Brotzu di Cagliari attraverso una procedura di mobilità abbastanza particolare, inoltre la sua figura è emersa più volte all’interno del Brotzu perché, benché sia un chirurgo vascolare, pare si occupi di opere pubbliche, ingegneria, appalti, gare e spesso si trova in assessorato non si capisce con quale ruolo, e sta creando un clima particolare. Abbiamo avuto segnalazioni di operatori che si sentono in qualche modo minacciati da certi atteggiamenti del dottore».

Ora, conclude Truzzu, «i casi sono due, visto che c’è una determina dell’assessorato: o Todde non controlla l’assessorato e non capisce cosa accade all’interno, oppure è consapevole dell’attività di Masotti. Ci dia una risposta».
Anche il vicecapogruppo Fausto Piga parla di «una situazione allarmante, il dubbio è che lo stesso dg del Brotzu sia condizionato da pressioni politiche che non lo fanno lavorare in modo sereno». Diversamente «si spiegherebbero le selezioni di personale poco trasparenti, procedure amministrative dove pesano i rilievi dei revisori dei conti». Poi, «c’è una catena di comando ambigua dove emerge la figura indefinita del cosiddetto “medico sceriffo" Masotti». Secondo il collega di FdI Alessandro Sorgia «Masotti di fatto fa il commissario politico del Brotzu». 

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