Intelligenza artificiale e lavoro, la UilFpc avverte: «Se non controllata rischio reale per il ruolo dell’uomo»
A Cagliari il primo congresso regionale del nuovo sindacatoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Il lavoro oggi definisce l’essere umano e il suo ruolo in società, ma se il lavoro si separasse dall’uomo dobbiamo chiederci cosa accadrà al lavoratore e al ruolo delle persone nella società». È da qui che parte il primo congresso regionale della UilFpc, dal titolo “Il fattore umano”, che mette al centro la sfida dell’intelligenza artificiale e dei nuovi diritti.
Il nuovo sindacato, nato dalla fusione tra Uilcom e Uil Poste, guarda a una trasformazione «più veloce di qualsiasi altra nella storia», come sottolinea il segretario Tonino Ortega. Un cambiamento che rischia di mettere in discussione il ruolo stesso della persona nel lavoro.
L’intelligenza artificiale, ha spiegato, non è neutrale: «non ha etica né sentimenti», avverte, indicando la necessità di regole chiare e nel corso del congresso la Uil ha lanciato diverse proposte per convivere e governare l’IA: dal controllo degli algoritmi nelle assunzioni alla tutela del tempo e della qualità della vita.
Al congresso erano presenti anche l’assessora regionale al Lavoro Desirèe Alma Manca e diverse personalità dell’economia isolana tra cui la direttrice generale del gruppo Unione Sarda Lia Serreli, Paolo Faieta responsabile Human Capital and Institutional & External Affairs di Tiscali, e Andrea Porcu Vicedirettore Confindustria Sardegna Meridionale.
L’obiettivo, conclude Ortega, è uno: «Se la macchina produce di più, l’uomo deve lavorare e vivere meglio».
