Nuovo colpo di scena al processo d’appello-ter per il duplice omicidio degli amici William Tani, di 33 anni, e Giuliano Milanovic, di 24, scomparsi nel nulla l’11 febbraio del 2007.

Ribaltata ancora una volta la sentenza: i giudici hanno inflitto 12 anni di carcere a Gianluca Casula, tabaccaio di 51 anni di Carbonia, ma da tempo trapiantato in Germania. Questa volta, rispetto alla sentenza di primo grado poi ribaltata, è stato riconosciuto il duplice omicidio volontario.

Nel primo processo, il tabaccaio era stato condannato a 14 anni per omicidio preterintenzionale, per poi essere assolto in appello. La decisione era stata annullata in Cassazione, ma poi nell’appello bis era arrivata la seconda assoluzione. Ancora una volta di fronte alla Suprema corte c’era stato un annullamento con rinvio ad altro collegio D’Appello.

Ora, terzo processo davanti alla corte d’assise d’appello, l’ennesimo colpo di scena con la condanna a 12 anni che accoglie le richieste del pubblico ministero Danilo Tronci che ha condotto le indagini e che poi è stato applicato in procura generale.

Per l’accusa era stato l’imputato ad attirare i due in trappola e a farne poi sparire i cadaveri, estinguendo così un debito di circa 15 mila euro che doveva ad una delle vittime. I corpi dei due non sono mai stati trovati.
Il tabaccaio è difeso dagli avvocati Gianluca e Marco Aste. I familiari delle vittime si sono costituiti parti civili con i legali Marco Bacchis, Alessandro Corrias e Alessandra Ferrara che hanno espresso soddisfazione per la decisione. La difesa aspetterà le motivazioni per proporre ancora una volta ricorso in cassazione.

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