Direttore sanitario reintegrato, FdI: «Danno erariale, il risarcimento lo paghi Todde»
Roberto Massazza torna al suo posto alla Asl di Cagliari, azienda chiamata a versare un indennizzo di 6mila euro. Il meloniano Piga: «La presidente ci metta davvero la faccia». Piras (FI): «Una sequenza di bocciature»Scontro Piga-Todde dopo il reintegro di Massazza alla Asl di Cagliari
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«Ci auguriamo che la Presidente Todde paghi di tasca propria e non con i soldi dei cittadini sardi, il danno erariale è palese. Ci metta davvero la faccia». Così Fausto Piga, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, interviene sulla sentenza del Giudice del Lavoro di Cagliari che ha disposto il reintegro di Roberto Massazza nel ruolo di direttore sanitario della Asl 8 di Cagliari, giudicando illegittima la revoca decisa dal manager Aldo Atzori.
La vicenda affonda le radici nella legge regionale n. 8 del 2025 sulla riorganizzazione della sanità sarda, norma che aveva portato prima al commissariamento delle Asl e poi alla nomina dei nuovi direttori generali, determinando la decadenza anticipata dei vertici allora in carica. Una legge successivamente dichiarata incostituzionale.
«Il tempo è galantuomo e tutti i nodi vengono al pettine», attacca Piga, «il conto delle politiche scellerate della Presidente Todde e del Campo largo comincia a essere servito. La sentenza non solo stabilisce il reintegro di Massazza, ma condanna la Regione, per il tramite delle Asl, a versare un risarcimento di circa 6000 euro: ovvero la differenza tra quanto percepito dal dirigente nel ruolo ricoperto al Brotzu, dove era dovuto rientrare, e le somme che avrebbe incassato mantenendo il posto che gli è stato illegittimamente tolto».
«Questa è solo la punta dell'iceberg: ora arriveranno a cascata gli esiti degli altri ricorsi pendenti e, con essi, le parcelle delle spese legali», prosegue il meloniano, che aggiunge: «Quando abbiamo presentato l'interrogazione per fare chiarezza sul fondo contenziosi, legato proprio al riordino incostituzionale della governance sanitaria, il Movimento 5 Stelle ha parlato di strumentalizzazione. Noi la definiamo mala gestione politica e oggi ne abbiamo una prova. La nostra posizione è sempre la stessa: le manovre sulla sanità sono state condotte in modo spericolato e illegittimo. Per questo, chi ha sbagliato deve pagare di tasca propria, a partire dai quasi 6.000 euro da risarcire a Massazza».
L’affondo di Forza Italia in Consiglio regionale
«La lunga serie di atti illegittimi adottati in questi due anni e mezzo sta compromettendo il buon funzionamento della sanità sarda. La vittoria in tribunale del direttore sanitario Massazza rappresenta soltanto l’ultimo episodio di una sequenza di bocciature da parte dei giudici dell’operato della Giunta e dei vertici da essa nominati», dichiara Ivan Piras, consigliere regionale di Forza e Italia e componente della Commissione Sanità. «Dalla Corte costituzionale al Tar, fino al giudice del lavoro, continuano ad arrivare pronunce che censurano le scelte compiute nella gestione della sanità. A pagarne il prezzo sono la stabilità delle aziende sanitarie, il lavoro degli operatori e i servizi ai cittadini. Di fronte a questo quadro», prosegue Piras, «la richiesta resta quella che formuliamo dall’inizio della legislatura: si usi il buon senso e si interrompa una gestione segnata da contenziosi e provvedimenti illegittimi e riporti la sanità sarda nel solco dei principi di una sana azione politica e amministrativa».
Cappellacci: sfilza di atti illegittimi
«Una serie infinita di atti illegittimi». Così commenta la sentenza il presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera, Ugo Cappellacci.
Dalla finta riforma della Sanità alle nomine dei commissari, a quella dei direttori generali e a cascata sugli atti di quest’ultimi «cala inevitabilmente la bocciatura dei giudici. Se la produzione della presidente della Regione e assessore ad interim alla Sanità Alessandra Todde insieme a quella delle figure da lei nominate è questa, non c’è da meravigliarsi dei risultati», sostiene l’ex governatore, «le forzature non solo stanno paralizzando la sanità in Sardegna ma espongono la Regione a cospicui risarcimenti, che graveranno sulle spalle dei sardi».
(Unioneonline/E.Fr.)
