Cinquant'anni dopo il diploma sono tornati a sedersi negli stessi banchi, nella stessa aula dove avevano concluso il loro percorso al liceo classico Dettori di Cagliari. Per qualche ora il tempo è sembrato essersi fermato: fotografie in bianco e nero, ricordi condivisi e i posti occupati mezzo secolo fa hanno riportato indietro gli ex studenti della V A, riuniti per celebrare il cinquantesimo anniversario della maturità.

A promuovere l'iniziativa è stato Carlo Diana, che una decina di anni fa ha ricostruito i contatti con quasi tutti i compagni di classe. Grazie alla disponibilità della dirigente scolastica e di una loro ex compagna oggi insegnante nell'istituto, il gruppo è tornato tra i corridoi del classico, visitando l'aula magna e poi la vecchia aula della sezione A.

«Ognuno si è rimesso al suo posto storico», racconta Diana. «Abbiamo portato le vecchie fotografie di quegli anni e ci siamo ritrovati come se il tempo non fosse mai passato. È stato emozionante rivedere la scuola che ci ha formato».

Ad accoglierli c'era anche l’ex professore e storico dell’arte Franco Masala, uno dei loro docenti storici. All'epoca aveva appena 26 anni ed era al suo primo anno di insegnamento. «Rivederlo dopo cinquant'anni è stata una delle emozioni più grandi della giornata», racconta Diana. «Per noi è stato un insegnante importante e ritrovarlo proprio nella scuola dove ci ha accompagnati fino al diploma ha reso questo incontro ancora più speciale».

Non tutti, però, hanno potuto partecipare. Due ex compagni sono scomparsi negli anni, mentre altri hanno dovuto rinunciare perché vivono fuori dalla Sardegna o per motivi di salute. «È stato bello, ma anche un po' triste», confessa Diana. «Rivedere quei banchi senza alcuni di noi ha fatto effetto. Allo stesso tempo mi ha colpito vedere che lo spirito della classe è rimasto lo stesso».

Dopo il diploma, gli studenti della V A hanno seguito percorsi molto diversi. C'è chi è diventato medico, avvocato, notaio e chi ha intrapreso la carriera giornalistica, come Gabriella Saba, oggi collaboratrice del Corriere della Sera in Cile e del supplemento Il Venerdì di Repubblica. «Ognuno ha costruito la propria strada», osserva Diana. «Ma le basi ce le ha date quella scuola».

A sorprendere gli ex studenti è stato anche ritrovare un liceo rimasto, per molti aspetti, quasi identico a quello degli anni Settanta. «Il Dettori è cambiato meno di quanto immaginassimo», conclude Diana. «Le porte sono le stesse, i corridoi pure, perfino i bagni. L'unica vera differenza sono le lavagne, sostituite dagli schermi. Per il resto sembrava che quei cinquant'anni non fossero mai passati».

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