Ha scritto al Papa come una madre che non ha mai smesso di parlare con la figlia, e dal Vaticano è arrivata una risposta. Eleonora Galia, mamma di Giulia Zedda, morta nel 2018 a dieci anni per un tumore cerebrale, ha ricevuto la lettera dal Vaticano con cui la Santa Sede le fa sentire la sua vicinanza e impartendole la Benedizione Apostolica. Nella sua lettera al Santo Padre, Eleonora Galia, presidente dell'associazione "Il Sogno di Giulia Zedda ODV" e Ufficiale al Merito della Repubblica, ha raccontato la breve vita della figlia, segnata dalla malattia ma illuminata, scrive, da una fede «semplice, pura e assoluta».

Ha ricordato il testamento di Giulia, "Aiutate i bambini meno fortunati di me”, e gli otto anni di impegno dell'associazione accanto ai bambini malati e alle loro famiglie. Ha chiesto, se possibile, una benedizione sul cammino portato avanti nel nome della figlia e che ha portato al riconoscimento da parte del Quirinale. La risposta è arrivata dal Vaticano in una lettera firmata dall'assessore monsignor Anthony Ekpo.

Il Papa, «consapevole di quanto siano inadeguate le umane parole ad alleviare tale sofferenza», ringrazia per la «generosa testimonianza di fede e di vicinanza verso i bambini che vivono situazioni di fragilità e povertà» ed esorta ad avere fiducia nell'amore misericordioso di Gesù.

«La fede nella sua resurrezione - si legge - offre la certezza che Giulia ha varcato la soglia dell'eternità per essere accolta tra le braccia del Padre celeste». La benedizione è estesa ai familiari, alle persone vicine e a tutti gli associati.

«Il miracolo più importante è stata la fede»,  racconta la madre, «questa ci ha dato la forza insieme all'insegnamento di Giulia. Io ringrazio Dio di averla avuta per dieci anni». Prima della sua morte la bambina aveva scritto di suo pugno a Papa Francesco, con fatica. Durante uno dei ricoveri all'ospedale Bambino Gesù di Roma, il cappellano l'aveva cercata per consegnarle la risposta di papa Bergoglio: una lettera, accompagnata da un rosario. «Per lei è stata gioia pura», ricorda la mamma. 

(Unioneonline)

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