Vita, evoluzione, arte e scienza: il lavoro di Antonio Barbieri

30 settembre 2026 alle 09:22
Certaldo, 30 set. (askanews) - Dall'origine comune della vita alle sue possibili forme future. La mostra "La materia della vita" di Antonio Barbieri a Palazzo Pretorio a Certaldo prende la forma di un viaggio attraverso l'evoluzione, la trasformazione e l'immaginazione del vivente."È una mostra - ha detto il curatore Davide Sarchioni - che si snoda a partire da una riflessione, anzi più che una riflessione diciamo che ha un incipit che in realtà è una domanda, ovvero indagare come le diverse forme viventi, siano esse vegetali, animali o anche l'uomo stesso, in che modo appunto si sono evolute, partendo però da un'origine comune". Tra le opere esposte c'è anche "Capsa", che traccia, potenzialmente all'infinito, parentele e discendenze tra i viventi. "Io - ha aggiunto Antonio Barbieri - ho realizzato un rotolo di 10 metri di lunghezza dove è rappresentata la storia della vita, l'albero filogenetico o diciamo l'albero della vita, mettiamola così. Questa mappa dimostra che oltre il fatto che siamo tutti interconnessi, poi dimostra che le forme di vita, anche evolvendosi, hanno comunque dei momenti, nel senso che srotolando questo disegno, uno può accorgersi che in dei momenti la vita viene totalmente cancellata, piuttosto che riesplodere da un momento all'altro. Ma le forme di vita che vengono generate via via sono sempre diverse, ma derivano da quelle prima. Quindi, bene o male, la continuità c'è sempre".Tra sculture e modelli scientifici, tra algoritmi e manualità, la mostra, aperta a Certaldo fino a febbraio 2027, lavora sul confine tra natura, invenzione e fantascienza, che diventa sempre più sottile, perché l'artista assume le logiche di trasformazione e differenziazione del vivente come punto di partenza per immaginarne nuove possibilità. Quelle dell'arte appunto, ma in relazione al mondo.