Villagrande, una nuova capanna con un focolare riemerge dopo 3mila anni: a S’Arcu ‘e Is Forros riaffiorano nuovi reperti

18 settembre 2026 alle 19:29aggiornato il 18 settembre 2026 alle 19:47

È un piccolo bottone in bronzo, rimasto sigillato sotto pietre e terra per circa tremila anni, l’ultima sorprendente scoperta della campagna di scavi in corso a S’Arcu ‘e Is Forros. Il reperto è stato rinvenuto proprio ieri alla base di una particolare nicchia, all’interno di una struttura riportata alla luce nel corso di questa campagna, iniziata a giugno e in via di conclusione. Lo scavo ha permesso di far riaffiorare una grande capanna circolare, con un diametro di circa sei metri, caratterizzata da un particolare focolare centrale.

Nella muratura una nicchia che ha restituito ceramiche e ben nascosto anche un corno in piombo con manico di bronzo. Una sorta di “cassaforte nuragica”, per la particolarità dei reperti rinvenuti al suo interno. In un altro ambiente sono state recuperate una trentina di brocche askoidi, deposte con cura. Le nuove scoperte sono state illustrate oggi nel penultimo appuntamento di “Scavi aperti”, l’iniziativa della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, del Comune, voluta da Archeonova, che gestisce il sito, pensata per permettere al pubblico di conoscere da vicino il lavoro degli archeologi sul campo.

Anche in questa occasione sono stati tantissimi gli appassionati e curiosi che non si sono voluti perdere l'appuntamento con la storia. A raccontare i risultati della campagna sono stati il direttore scientifico dello scavo, il funzionario archeologo Enrico Diriminti, e l’archeologo Matteo Tatti.