Tuili, mandorleti distrutti dal fuoco: "Ma ci risolleveremo"
«Era il 14 giugno, una domenica che ricorderemo per sempre. Da quel giorno tutto è cambiato. Il fuoco ha colpito il nostro mandorleto in pianura, in località Sa Tanca, a Tuili. Il raccolto di quest'anno è andato in fumo, portando via mesi di lavoro, sacrifici e attesa».
È un messaggio di dolore e coraggio quello lanciato dall’azienda Mandorle di Sardegna, un’eccellenza della Marmilla che esporta prodotti in tutto il mondo. Il fuoco ha attaccato il patrimonio ambientale su cui poggia l’intera attività. Il video che accompagna il testo è drammaticamente esplicito: il verde degli alberi è circondato dal nero della cenere.
«Le nostre piante sono ancora lì, ma ad oggi non sappiamo quante riusciranno davvero a riprendersi. Il raccolto di quest'anno e, con ogni probabilità, anche quello del prossimo sono ormai compromessi», è la dura presa d’atto. Ci vorranno tempo, pazienza e tanto lavoro: «Cure costanti, potature e almeno due o tre stagioni prima che il mandorleto possa tornare com'era».
Non è l’unica azienda colpita dalle fiamme del 14 giugno: «Insieme a noi, anche tante altre aziende e privati sono stati messi in ginocchio: pascoli, campi di grano, ulivi secolari. Un colpo durissimo per tutta la nostra comunità».
Ma si fa strada la speranza: «Abbiamo perso un raccolto e davanti a noi ci aspettano anni di lavoro per far rinascere il nostro mandorleto. Ma non perderemo la determinazione che ci ha sempre accompagnato. Continueremo a prenderci cura della nostra terra con la stessa passione di sempre, certi che, un passo alla volta, ci risolleveremo».