Suora aggredita e presa a calci a Gerusalemme: indignazione globale per le immagini shock

02 maggio 2026 alle 17:43aggiornato il 02 maggio 2026 alle 17:44

È sempre più forte l'ondata di indignazione per la brutale aggressione,subita martedì scorso da una suora 48enne di nazionalità francese a Gerusalemme, presa a calci da un passante. La scena è stata ripresa dalle immagini di una telecamera di sorveglianza, poi diffuse dalla polizia israeliana.

La religiosa ne è uscita senza conseguenze fisiche troppo gravi, al di là di una forte contusione alla testa, ma anche "fortemente traumatizzata", come spiegato dal domenicano padre Olivier Poquillon, direttore della Scuola Biblica e Archeologica di Gerusalemme presso cui è ricercatrice. E da diverse capitali, tra cui Parigi, Roma e Madrid, si levano messaggi d'allarme circa gli episodi di "crescente ostilità" nei confronti dei cristiani in Medio Oriente.

All'indomani dell'episodio, la polizia israeliana ha annunciato di aver arrestato la sera prima il presunto responsabile, un 36enne dall'identità non precisata, con l'accusa di "aggressione motivata da razzismo". Mentre il ministero degli Esteri israelieano, nel far sapere che "è stata aperta un'indagine" e che il sospettato "rimane in custodia cautelare", ha garantito "massimo impegno per salvaguardare la libertà di religione e di culto" nel Paese, fondato su "valori di rispetto e convivenza".

Sul tema si è espresso il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, che si è detto preoccupato per episodi di avversione in aumento "nei confronti della comunità cristiana in Israele, a Gaza, in Cisgiordania e nel Sud del Libano" e ha chiesto "al Governo israeliano di garantire la libertà religiosa". Simile l'appello dell'omologo francese Jean-Noël Barrot, che, oltre a esprimere "sostegno" alla religiosa connazionale, ha invocato una "sanzione esemplare" verso l'aggressore. Secondo il Religious Freedom Data Center, citato dal Guardian, nei primi tre mesi del 2026 in Israele ci sono stati almeno 31 episodi di aggressività o violenza contro cristiani. Un trend confermato in un'intervista da monsignor William Shomali, vicario generale del Patriarcato Latino, secondo cui il fenomeno è "frutto dell'azione di un piccolo gruppo ideologico pieno d'odio", animato da "razzismo religioso e un'educazione impropria".

(Unioneonline)