Sardi ostaggi della guerra a Dubai: "Niente voli, frontiere chiuse e silenzio dalla Farnesina"

03 marzo 2026 alle 20:44aggiornato il 03 marzo 2026 alle 20:44

Crescono paura e preoccupazione per i sardi che si trovano a Dubai e che hanno vissuto l’attacco dei droni iraniani la notte del 28 febbraio. Un altro attacco è stato sferrato in serata nella città degli Emirati Arabi. Il problema è anche l’incertezza assoluta sul rientro in Italia. I voli vengono via via cancellati. Soltanto alcuni aerei, pochissimi, decollano scortati dai caccia.

Le comunicazioni che arrivano agli interessati non sono incoraggianti, il volo dall’aeroporto internazionale di Dubai a Fiumicino di domani pomeriggio è stato soppresso e sembra certa la cancellazione anche del volo di sabato. 

Le autorità degli Emirati Arabi stanno assistendo le persone che sono negli hotel di Dubai anche economicamente. Ma la situazione è difficile,  con la chiusura delle frontiere è impossibile spostarsi in auto per raggiungere, dopo viaggi di migliaia di chilometri, altri aeroporti della regione. In questo momento è impossibile avere indicazioni certe sulla partenza. Ad aggravare la situazione la difficoltà a contattare l’ambasciata italiana per avere assistenza. Decine di minuti di attesa al telefono non servono per avere comunicazioni ufficiali della Farnesina. 

L’avvocato tempiese Marco Petitta vive e lavora a Olbia, da Dubai conferma l’incertezza assoluta su data e modalità del rientro in Sardegna: «Ci hanno comunicato la cancellazione del primo volo. Si parla di sabato, sempre con Fly Emirates, ma non è certa neanche questa data». Visto quello che è successo «c’è tensione, ma non la percezione di un pericolo imminente. Poteva andare molto peggio».