Porto Cervo, il racconto di Paul Cayard emoziona i velisti di tutto il mondo
C’era molta attesa in Piazza Azzurra, nel suggestivo scenario della Marina di Porto Cervo che ospita lo Yacht Club Costa Smeralda, la creatura fondata negli anni ’60 dal Principe Karim Aga Khan, per l’incontro con Paul Cayard, uno dei protagonisti più longevi e carismatici della vela internazionale. Socio onorario dello YCCS, testimonial Rolex e ambassador di Nautor Swan, il leggendario skipper americano è oggi anche presidente dell’International Star Class Yacht Racing Association e, soprattutto, il campione del mondo Star in carica, titolo conquistato nel 2025 insieme a Frithjof Kleen.
Nel corso dell’evento, Cayard ha ripercorso il rapporto speciale con la Star, una barca che ha accompagnato praticamente tutta la sua straordinaria carriera. È proprio nella Star che arrivò, nel 1988, il suo primo titolo mondiale; nel 2025, a 37 anni di distanza, è riuscito a tornare sul tetto del mondo della classe, aggiungendo un altro capitolo a una storia sportiva che attraversa oltre quattro decenni.
Ma la carriera di questo autentico campione dello sport è molto più ampia e abbraccia alcune delle pagine più importanti della vela moderna. Ha partecipato a numerose campagne di America’s Cup, arrivando per due volte in finale. Nel 1992 fu il timoniere e skipper de Il Moro di Venezia, con cui conquistò la Louis Vuitton Cup e portò per la prima volta un equipaggio italiano alla finale dell’America’s Cup. Pochi anni più tardi arrivò un’altra impresa storica: nel 1997-98 Paul Cayard divenne il primo skipper americano a vincere la Whitbread Round the World Race, al timone di EF Language.
Una carriera costruita tra America’s Cup, grandi regate d’altura, match race, campionati del mondo e Olimpiadi, con sette titoli mondiali complessivi. Un palmarès che gli è valso anche l’ingresso nella National Sailing Hall of Fame.
A Porto Cervo, però, il racconto è tornato alla Star. Il celebre velista statunitense ha parlato della passione per questa piccola e sofisticata imbarcazione, sulla quale hanno regatato alcuni dei più grandi nomi della vela e dell’America’s Cup, sottolineandone il ruolo fondamentale nella propria formazione e nella propria storia sportiva. Una barca apparentemente semplice, ma capace di richiedere al timoniere e al prodiere una combinazione quasi assoluta di tecnica, sensibilità, strategia e sintonia.
Il rapporto di Cayard con Porto Cervo è del resto antico e profondo. La sua prima presenza in Sardegna risale al 1984, in occasione della Sardinia Cup e, subito dopo, dei Mondiali 12 Metre organizzati dallo YCCS. Da allora il legame con il Club e con queste acque non si è mai interrotto.
L’incontro di Piazza Azzurra ha così offerto al pubblico non soltanto l’occasione di ascoltare uno dei grandi skipper della vela contemporanea, ma anche di conoscere più da vicino l’uomo e il velista che, dopo aver attraversato alcune delle sfide più importanti della storia della vela, continua ancora oggi a mettersi alla prova sulla Star. Un filo che unisce passato e presente e che, per Cayard, passa ancora una volta da Porto Cervo.
E al termine, il leggendario campione ha rivolto un saluto ai lettori de L’Unione Sarda.
L.P.
