Ponti, il professor Mistretta: “Conoscere le infrastrutture per scegliere le priorità”

08 maggio 2026 alle 14:17

Il monitoraggio dei ponti non è più soltanto una questione tecnica, ma una necessità di sicurezza pubblica e di programmazione. Dopo il crollo del Ponte Morandi, il sistema dei controlli sulle infrastrutture stradali è diventato più stringente: prima il censimento, poi le ispezioni, quindi la classificazione delle criticità e la scelta degli interventi più urgenti. Nell’intervista, Fausto Mistretta, ingegnere e professore di Tecnica delle costruzioni all’Università di Cagliari, spiega il senso di questo percorso: prima di intervenire bisogna conoscere davvero lo stato dei ponti, capire quali strutture presentano problemi e stabilire dove concentrare le risorse disponibili. Il tema è particolarmente delicato per Province e Comuni, che gestiscono un patrimonio infrastrutturale molto ampio, spesso con personale e fondi limitati. In Sardegna, inoltre, molte opere hanno superato i cinquant’anni di vita e devono fare i conti con un ambiente aggressivo, soprattutto nelle aree esposte all’azione marina, che accelera il degrado di ferro e calcestruzzo.