Pezzati (Oxfam): "Italia smetta di sostenere l'occupazione israeliana"

20 ottobre 2026 alle 14:47
Roma, 20 ott. (askanews) - L'Italia metta fine al proprio "sostegno di fatto" all'occupazione israeliana dei Territori palestinesi e "metta in atto politiche a sostegno dell'economia palestinese". Questo l'appello lanciato oggi dal portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, Paolo Pezzati, interpellato da askanews a margine dell'evento "Dall'economia di occupazione all'economia di liberazione" che si è tenuto a Roma, organizzato dalla coalizione di oltre 20 organizzazioni promotrici della campagna "Stop al commercio con gli insediamenti illegali"."Oggi siamo qui a Montecitorio a parlare di come l'Italia ancora non stia agendo in modo concreto per rispettare il pronunciamento della Corte (internazionale, ndr) di giustizia riguardo l'illegalità dell'occupazione israeliana nel territorio palestinese", ha dichiarato Pezzati, ricordando che "nel luglio del 2024, dopo aver chiarito l'illegalità dell'occupazione, la Corte di giustizia ha chiesto agli Stati di agire in modo obbligatorio per sospendere qualsiasi attività politica ed economica a sostegno l'occupazione"."In questi anni l'Italia non ha fatto nulla e nel frattempo le colonie aumentano, la violenza dei coloni aumenta e allo stesso tempo anche le risorse dei palestinesi, come l'acqua e i terreni, vengono sottratti in modo inesorabile - ha sottolineato il portavoce di Oxfam - in più i piccoli imprenditori palestinesi subiscono ogni giorno costi aggiuntivi, ritardi dovuti all'occupazione, al moltiplicarsi delle barriere dei cancelli, a controlli non previsti, a ritardi nelle consegne, insomma tutta una serie di sfide quotidiane dovute all'occupazione, che minano la capacità degli operatori economici palestinesi di essere competitivi"."L'Italia può agire in entrambe le direzioni: da un lato interrompere il sostegno di fatto che ha rispetto all'occupazione israeliana e allo stesso tempo può mettere in atto politiche a sostegno dell'economia palestinese", ha concluso il portavoce di Oxfam.