PA, Centro REP: spesa media Regioni per esternalizzazioni al 4%

15 giugno 2026 alle 15:58
Roma, 12 giu. (askanews) - Efficienza, costi, esternalizzazioni dei servizi sono temi centrali nel dibattito sul funzionamento della Pubblica Amministrazione. In questo ambito, Rep, Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici spin off tecnico scientifico di Fondazione Etica, elabora ogni anno l'indice di capacità amministrativa che è ad oggi l'unico sistema di valutazione oggettiva che riguarda specificamente la macchina amministrativa pubblica e la sua efficienza in chiave comparata. Un sistema che si basa sui dati che tutte le PA hanno l'obbligo di pubblicare sui rispettivi siti web e che costituisce una griglia pronta per poter essere utilizzata dalle varie amministrazioni."Le esternalizzazioni sono uno strumento introdotto per agevolare le pubbliche amministrazioni. Il dato medio delle regioni (per quanto riguarda la spesa ndr) è del 4%, quindi non un dato altissimo, ma comunque un dato significativo perché varia poi dello 0.3% del Piemonte alla 7.4% della Valle d'Aosta. Il problema è capire se i servizi migliorano oppure no, perché questo dovrebbe essere nel senso che l'ente che decide di esternalizzare di più, perché lo fa? Lo fa perché c'ha meno personale, gli manca quella competenza e soprattutto poi come monitora l'andamento di questo servizio?". Le esternalizzazioni sono diffuse in maniera inversamente proporzionale al numero di abitanti e vanno misurate le ricadute in termini di efficienza su costi e servizi. "Non essendoci un criterio, un riferimento né normativo, né indicativo né di buon senso è veramente lasciato alla discrezione del singolo ente. Il problema è che non c'è una mappatura prima e neanche dopo. Nel decidere di esternalizzare devo considerare sicuramente se ho quella competenza e se ho abbastanza personale, ma devo saperlo prima e devo essere in grado di misurare prima il livello di performance di un servizio in realtà questo non viene fatto. Diciamo che normalmente le regioni più grandi sono quelle che esternalizzano di meno e questo coinciderebbe con il fatto che hanno ovviamente una mole di lavoro diciamo più ampia. Il discorso il discorso demografico un po' c'entra ma non abbastanza da poter dare una regola. Non c'entra nemmeno la collocazione geografica, perché è vero che quelle che esternalizzano di meno sono alla al nord al centro nord. Le ricadute sono importanti sul personale in termini di competenza, la mancanza di una fotografia prima di esternalizzare, perché sennò come faccio a decidere e poi i dati di monitoraggio per seguire se vengono mantenuti questi standard. Quindi ottimo strumento se venisse usato non tanto bene, ma con la base dei dati, invece spesso si fanno delle scelte al buio". Il report sul personale nei comuni capoluoghi di provincia sfata un luogo comune: i dati indicano che i 10 capoluoghi con la minore dotazione di personale a tempo indeterminato sono quasi tutti nel Mezzogiorno. "Non c'è una norma che dice siccome i comuni fanno tutti gli stessi servizi, li devono erogare, le stesse procedure interne, gli stessi servizi, uno si aspetta che ci sia come dire un criterio uniforme, una forbice massimo minimo, ma comunque un'indicazione non c'è. Ci sono degli enti che hanno la stessa popolazione, ma un numero di dipendenti a tempo indeterminato totalmente diverso. Non è vero che il personale in più è inutile, al contrario guardando i dieci che hanno un numero di dipendenti a tempo indeterminato maggiore si vede anche che hanno una maggiore performance".