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Nato, Rubio: se alcuni Paesi negano basi è problema da esaminare
08 maggio 2026 alle 18:30
Roma, 8 mag. (askanews) - "Non abbiamo discusso di dettagli specifici di questo tipo, ed è una decisione che spetta al presidente" Usa. "Il fatto però, e l'ho detto pubblicamente e ripetutamente, è che sono sempre stato un forte sostenitore della Nato durante tutta la mia carriera al Senato e anche adesso". Così il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha risposto alle domande dei cronisti che chiedevano se nel corso del suo incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avesse parlato con lei della possibilità di un ritiro degli Stati Uniti dalla Nato."Il vantaggio di essere nella Nato - ha proseguito Rubio - è che ci permette di avere forze schierate in Europa e basi che ci consentono una capacità logistica di proiezione in caso di necessità. Ma abbiamo avuto una" "necessità molto importante" e "alcuni paesi in Europa, come la Spagna ad esempio, ci hanno negato l'uso di quelle basi. In un certo senso il diniego di quelle basi ha effettivamente ostacolato la missione, non gravemente ma ciò ha avuto un costo e di fatto ha persino creato alcuni pericoli inutili. Quindi, una delle ragioni principali per cui gli Stati Uniti sono nella Nato è" che essa permette "la capacità di avere forze schierate in Europa che potremmo proiettare per altre necessità e ora questo non è più il caso. Almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato, questo è un problema e deve essere esaminato"."Ma in definitiva è una decisione che spetta al presidente, al suo team e a persone come me che gli forniranno" "potenziali opzioni", "ma in definitiva" è il presidente Usa che "dovrà prendere quella decisione", ha spiegato Rubio.Il presidente, ha continuato Rubio, "non ha ancora preso queste decisioni e per quanto riguarda le recenti notizie" di riallocazione delle truppe "in Germania, ad esempio, esse erano già tutti in corso".Le truppe che verranno ritirate, ha spiegato Rubio, "rappresentano meno del 14% della nostra presenza totale di truppe lì, era già stato programmato e in effetti tutto ciò che" il presidente "ha fatto è stato riportarci a dove eravamo nel 2022" perché "c'è sempre stato un piano per fare alcuni cambiamenti all'interno della Nato. Per questo non ho nulla da annunciarvi ma questa è" comunque "una decisione che spetta al presidente e noi certamente gli presenteremo tutte le opzioni e prospettive"
