Museo del Novecento: Tommaso Trini.La terra vista dalla luna

19 ottobre 2026 alle 09:02
Milano, 19 ott. (askanews) - Fino al 14 marzo 2027 il Museo del Novecento presenta Tommaso Trini. La terra vista dalla luna, mostra dedicata a Tommaso Trini, critico, giornalista, curatore e docente, tra le voci più originali e indipendenti della critica d'arte italiana della seconda metà del Novecento. Curata da Daniela Domina e Iolanda Ratti con Lodovica Cesaretti, la mostra costituisce il secondo appuntamento di Voci del Novecento, il ciclo espositivo dedicato a critici, curatori e storici dell'arte che hanno contribuito a orientare la comprensione dei linguaggi e delle correnti dell'arte contemporanea. Inaugurato nel 2025 con il progetto dedicato a Enrico Crispolti, il programma proseguirà nel 2027 con una mostra su Pierre Restany. Iolanda Ratti ha racconta ad askanews il progetto: "La terra vista dalla luna è la mostra dedicata dal Museo del Novecento a Tommaso Trini ed è del secondo capitolo di vVci del Novecento, progetto iniziato con una mostra dedicata a Enrico Crispolti e torna invece ora occuparsi di critica con Tommaso Trini, una figura radicalmente diversa. Mentre Crispolti era un critico consolidato, accademico, Trini lui stesso si definisce un critico amateur, un'autodidatta che inizia in realtà come cronista per poi infilarsi nei meandri dell'arte e partecipare anche a tutto quello che sono statigli avvenimenti dell'arte soprattutto dagli anni Sessanta fino ad oggi. La mostra inizia dagli esorti di Tommaso Trini e abbiamo deciso di dedicarci soprattutto agli anni Settanta e in particolare a Data, la rivista fondata e diretta da Tommaso Trini che a tutti gli effetti è una sua opera e che ha contribuito veramente in maniera radicale alla lettura degli anni Settanta. Negli anni Ottanta Trini poi si dedica moltissimo a un altro capitolo fondamentale della sua vita che è l'insegnamento, a Milano in particolare all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mostra si conclude con gli anni Ottanta lasciando aperti nuovi spiragli di ricerca. La mostra ha un andamento cronologico-tematico, quindi abbiamo una serie di vetrine laterali dove viene ricostruita la sua biografia intellettuale critica per poi passare al cuore della mostra che è appunto una lunga timeline di tutti i Data che sono anche visibili uno a uno tramite QRcode e proprio il cuore invece analizza quelli che sono i punti fondanti della ricerca di Trini che ritornano dagli anni Sessanta fino ad oggi e che sono proprio la nuova posizione del critico. Quello che abbiamo inteso fare è descrivere questa figura di intellettuale a tutto tondo con un grande apporto interdisciplinare, un approccio antropologico rispetto all'arte e con quello che è la sua visione del critico che deve esorbitare, deve girare intorno al pianeta arte come un satellite e cercare di cogliere, di mappare come un radar tutti quelli che sono questi avvenimenti che vengono poi restituiti in una sorta di grande geografia degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Questo esorbitare, questo vedere l'arte dal di fuori non è in realtà una volontà di astrazione, ma per Trini vuol dire proprio avere una mappa, un insieme in modo che sia molto chiaro, proprio una sorta di atlante visivo per poi andare a scandagliare i singoli avvenimenti".Il titolo La terra vista dalla luna prende spunto dalla fotografia Earthrise, realizzata dall'astronauta William Anders durante la missione Apollo 8 nel dicembre 1968. Nel febbraio 1969 Trini pubblica l'immagine sulle pagine di Domus a corredo dell'articolo L'immaginazione conquista il terrestre, dedicato alle ricerche artistiche sul paesaggio e sulla natura. Il riferimento allo spazio e al cosmo, ricorrente nei suoi scritti e legato al suo interesse per la fisica e l'astronomia, diventa la chiave evocativa dell'intero progetto espositivo. Allestita negli Archivi "Ettore e Claudia Gian Ferrari" al quarto piano del museo, la mostra è promossa dal Comune di Milano - Cultura e prodotta dal Museo del Novecento in collaborazione con l'Archivio Tommaso Trini.