Pugno duro al liceo Alberti per le proteste studentesche di ottobre: la dirigenza annuncia possibili ripercussioni sul voto in condotta per le assenze collettive, mentre resta aperta la questione della mancata concessione dell’assemblea d’istituto. Sullo sfondo le denunce degli studenti per le 5 aule inagibili da mesi nella sede centrale di viale Colombo e l’assenza di un cronoprogramma per i lavori di ristrutturazione.

Con una circolare del 13 ottobre, intitolata “Scioperi degli studenti – avviso alle famiglie”, il dirigente scolastico Roberto Bernardini ha richiamato le assenze registrate nelle giornate dell’8, 12 e 13 ottobre, sottolineando le conseguenze sul regolare svolgimento delle lezioni.

Nel documento, il dirigente afferma che le azioni di sciopero non sono previste per gli studenti e costituiscono una violazione del regolamento scolastico. Annuncia inoltre che le «assenze di gruppo da scuola verranno valutate dai C.d.C. ai fini dell’assegnazione del voto in condotta nel primo quadrimestre», avvertendo che il protrarsi delle proteste comporterà ulteriori provvedimenti.

Le proteste degli studenti esplodono per le criticità strutturali della sede centrale, dove, secondo quanto segnalato, cinque aule risultano inagibili da mesi. Gli studenti chiedono risposte concrete sui tempi degli interventi e riferiscono che le richieste presentate al Consiglio metropolitano il 12 ottobre non avrebbero ricevuto risposta.

Le iniziative si sono articolate in più giornate: giovedì 8 ottobre, con assenze decise autonomamente dagli studenti nel contesto delle mobilitazioni che hanno coinvolto diverse scuole di Cagliari, e lunedì 12 e martedì 13 ottobre, con manifestazioni annunciate dai rappresentanti d’istituto attraverso un comunicato stampa diffuso l’11 ottobre. Secondo le informazioni raccolte, la manifestazione del 13 ottobre si è svolta pacificamente nella pineta di Su Siccu accanto alla scuola, dalle 8.15 alle 10. I protagonisti dei disordini, secondo gli studenti dell’Alberti, sarebbero alunni di altri istituti.

A suscitare ulteriori interrogativi è il mancato accoglimento della richiesta di convocare l’assemblea d’istituto per ottobre. Secondo un messaggio (una risposta via chat) diffuso dai rappresentanti agli studenti, il diniego sarebbe stato motivato con il fatto che l’assemblea non viene necessariamente svolta ogni anno in quel mese e con le tre giornate di lezione perse a causa delle proteste.

Il messaggio avrebbe fatto emergere il malcontento degli studenti. Le motivazioni vengono contestate alla luce del regolamento d’istituto, che stabilisce i requisiti per presentare la richiesta senza escludere espressamente il mese di ottobre. Viene inoltre richiamato il decreto legislativo 297 del 1994, che riconosce agli studenti il diritto di riunirsi in assemblea. Gli studenti vorrebbero quindi avere dei chiarimenti sul no alla riunione, convocata proprio per discutere dei problemi che hanno dato origine alla mobilitazione.

La circolare del dirigente definisce le assenze collettive come sciopero, mentre gli studenti sostengono che almeno l’iniziativa del 13 ottobre fosse una manifestazione annunciata dai rappresentanti d’istituto. La distinzione appare rilevante anche rispetto alle eventuali conseguenze disciplinari.

Nella stessa circolare, il dirigente fa riferimento a una proposta per attivare un nuovo indirizzo sportivo dedicato alla vela e agli sport del mare, che sarebbe stata sostenuta dalla Città Metropolitana di Cagliari. Il progetto viene presentato come un’opportunità per garantire maggiore stabilità e prestigio al liceo nei prossimi anni.

Rimane però irrisolta la questione delle cinque aule inagibili. La prospettiva di un nuovo indirizzo non chiarisce quando gli spazi inutilizzabili potranno essere ripristinati, né quali interventi siano concretamente previsti. E la tensione all’Alberti resta alta.

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