Maturità, delusione e riti scaramantici tra gli studenti di Cagliari
Tradizione confermata su tutti i fronti: con la notte prima degli esami trascorsa a cantare fuori dalle scuole l’intramontabile Venditti e le previsioni del toto traccia palesemente saltate. Si aspettavano Grazia Deledda, l’intelligenza artificiale, D’Annunzio e gli ottant’anni della Repubblica, ma il Ministero ha stracciato ogni pronostico per il primo scritto: il tema, che ha fatto partire ufficialmente la corsa alla Maturità per oltre mezzo milione di studenti italiani, e poco più di dodicimila in Sardegna. Superata la sorpresa iniziale eccoli uscire comunque sorridenti dai licei e gli istituti tecnici di Cagliari, col dizionario in mano e la mente già proiettata alla seconda prova di domani, diversa in base all’indirizzo di studio, e anche la più temuta. Così ci si attrezza - studio a parte - con portafortuna e persino ricorrendo all’aiuto della nonna che recita il rosario. Perché la fede aiuta, magari anche agli esami.
