Il sit-in per la sanità pubblica a Cagliari: parla Alessandro Rosas, portavoce del Coordinamento

07 marzo 2026 alle 11:27aggiornato il 07 marzo 2026 alle 11:27

Sono arrivati da tutta la Sardegna per gridare la loro rabbia.

Associazioni, sindacati, tantissimi sindaci, centinaia di persone hanno manifestato davanti al palazzo del Consiglio regionale, chiamati a raccolta dal Coordinamento dei comitati per la salute pubblica, per ricordare alle istituzioni che nei territori il diritto alle cure non è più garantito.

Mancano oltre 500 medici di medicina generale e circa 450.000 sardi ne sono privi; mancano oltre 50 pediatri di libera scelta; i posti letto e il personale delle strutture pubbliche sono insufficienti; diversi reparti ospedalieri provinciali di I livello sono chiusi, altri rischiano la chiusura; gli ospedali di secondo livello che gestiscono emergenze complesse sono in affanno; i Pronto Soccorso sono allo stremo; le liste di attesa impediscono l’accesso tempestivo alle cure e costringono molti cittadini a ricorrere al privato; aumenta la migrazione sanitaria extraregione per malattie che possono essere curate in Sardegna; circa il 20% dei sardi rinuncia alle cure, oltre 320.000 persone.

Intervista ad Alessandro Rosas, portavoce del Coordinamento.